Ottobre 28, 2021
Da Infoaut
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Continua lo stato d’assedio a El Estor.

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Domenica 24 ottobre, dopo due giorni di brutale repressione da parte della Polizia Nazionale Civile (PNC) e dell’esercito contro la popolazione Q’eqchi’, che in modo pacifico si oppone alle attività illegali dell’impresa russo svizzera Solway, lo stato guatemalteco ha decretato lo stato d’assedio nel municipio di El Estor, dipartimento di Izabal. La stessa domenica, la polizia ha perquisito le installazioni della Difensoria Q’eqchi’ e della radio comunitaria Xyaab’ Tzuultaq’a, imponendo la censura e ledendo il diritto di informazione dei media non governativi.

L’ultima offensiva dello stato contro il popolo Q’eqchi’ organizzato a El Estor, è iniziata venerdì scorso 22 ottobre, quando la PNC e l’esercito hanno represso con abbondanza di violenza e facendo uso di gas lacrimogeni sulla popolazione organizzata di decine di comunità Q’eqchi’. Queste comunità hanno mantenuto per venti giorni una protesta pacifica all’entrata del municipio, per evitare il passaggio di camion carichi di carbone di cui la miniera ha bisogno per operare; chiedendo, in questo modo, che sia rispettata la risoluzione della Corte Costituzionale (CC), che ordina la sospensione dell’attività della miniera e che siano inclusi nelle attività di preconsultazione.

La repressione si è prolungata sabato 23 e domenica 24, con la perquisizione già menzionata delle installazioni della Defensoría Q’eqchi’ e della radio comunitaria Xyaab’ Tzuultaq’a e l’imposizione dello stato d’assedio per 30 giorni, durante i quali verrà limitato il diritto di manifestazione e le forze di sicurezza potranno effettuare arresti senza un ordine giudiziario.

La repressione poliziesca e militare è stata accompagnata, inoltre, da diversi attacchi e lesioni del diritto all’informazione dei mezzi di comunicazione alternativi e comunitari, che sono stati minacciati, intimiditi, censurati in varie maniere, quando cercano di offrire una versione differente da quella ufficiale, che tenta di criminalizzare la popolazione Q’eqchi’ e di renderla responsabile di un contesto di violenza che è di esclusiva responsabilità dello stato, il quale permette ed è complice dell’attività illegale della miniera usando la violenza per reprimere la popolazione che si oppone pacificamente a questa illegalità.

Noi IM-Defensoras chiediamo l’immediata cessazione della violenza dello stato a El Estor, la sospensione dello stato d’assedio e l’immediata cessazione dell’attività illegale della miniera gestita dall’impresa Solway, rendendo responsabile lo stato guatemalteco di qualsiasi lesione alla vita e all’integrità delle persone appartenenti al popolo Q’eqchi’ che si mantiene in resistenza per chiedere che sia rispettata la risoluzione della Corte Costituzionale. Allo stesso tempo, chiediamo che sia rispettato il diritto di informare di tutte le persone che lavorano per i mezzi comunitari o alternativi.

Le Autorità Indigene e Ancestrali si sono pronunciate sul bilancio 2022 che sarà approvato dal Congresso nelle prossime settimane. Chiedono più risorse per ridurre la denutrizione e migliorare l’educazione di bambine e bambini.

Da parte della gioventù e di differenti territori si ripudiano gli atti di repressione contro il popolo Maya Q’eqchi’ di El Estor, Izabal, e solidarizzano con il popolo che difende la vita.

Abbracciamo, riuniamo e riconosciamo il lavoro e la forza delle compagne difensore e del Consiglio ancestrale Maya Q’eqchi’ che si mantiene nella prima linea della resistenza, esponendo i propri corpi e le proprie vite per difendere l’acqua e proteggere il lago Izabal e la rete della vita di fronte all’industria della morte e alla complicità dello stato con la medesima.

Facciamo un appello alla comunità internazionale a solidarizzare con loro e con le loro comunità, denunciando la situazione, unendosi alle loro richieste e mantenendosi vigili sugli avvenimenti.

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25 ottobre 2021

Resumen Latinoamericano

Da Comitato Carlos Fonseca

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Fonte: Infoaut.org