Febbraio 13, 2021
Da Radio Blackout
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Un pezzo famoso in una versione turca che evidenzia la sua multietnicità per cominciare la nuova puntata di “Caffè turco con Murat”, che stavolta s’incentra su tre argomenti forti: i nuovi sviluppi delle proteste dell’Università di Boğaziçi e la lettera molto esplicita e seria degli studenti spedita al presidente, inchiodandolo e spiegandogli perché dovrebbe dimettersi e sparire (seguono arresti e botte); la nuova costituzione prospettata da Erdoğan, ispirata in un afflato “innovativo” a quella del ’21 (1921, prekemalista e ultraislamica), non quella progressista del 1960; e poi la questione libica, che vede un primo successo turco nella lotta per la supremazia tra le potenze mediterranee con l’insediamento della commissione di tre membri e il presidente che dovranno traghettare alle elezioni del 24 dicembre il paese maghrebino stremato da un decennio di guerre e occupazioni: Erdoğan, trasformato dalla fine dell’era Trump, ha piazzato un suo uomo alla presidenza e due dei tre membri sono vicini ai fratelli musulmani… il tutto inserito nel suk sulla sovranità relativa allo sfruttamento delle aree marine, che potrebbero rendere più protagonista Israele, a detrimento dell’Egitto.

Conclude l’appuntamento settimanale con Murat Cinar sulle onde di Radio Blackout il ricordo di un premio statunitense alla stampa libera ottenuto da “Yeni Adana”, giornale locale che se l’è visto conferire nel 19645, in seguito alla sua pervicace resistenza al colonialismo francese che giunsero al punto di impiccare 8 lettori del giornale di opposizione che non riuscivano a chiudere.





Fonte: Radioblackout.org