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“Siano i residenti finalmente a dire la loro riguardo le rovine create dall’immobilismo dell’amministrazione comunale e della società proprietaria dell’area”, cioè il Bologna calcio: lo chiede il comitato Salviamo il Crb, temendo che possa esserci “una strategia per radere definitivamente al suolo un patrimonio di impianti su un terreno succulento per compiere speculazioni edilizie”.

27 Maggio 2022 – 11:55

Il limbo in cui è finito il Crb fa cifra tonda: domani saranno mille giorni dalla definitiva del centro sportivo di via Marzabotto. Lo segnala il comitato Salviamo il Crb, sottolineando che il complesso (ora di proprietà del Bologna football club) “è stato lasciato nel totale abbandono”: questa è “una sconfitta per tutti e una pessima figura per un’amministrazione che continua a vantarsi di un’efficientismo che francamente non è riscontrabile in nessun modo. Lamentiamo che le discussioni fra le parti, grande esclusa la cittadinanza attiva, si stiano tenendo nelle segrete stanze di Palazzo d’Accursio. Chiediamo, nella città della presunta partecipazione e dei selettivi Patti di collaborazione, di allargare il tavolo della discussione sul futuro del Crb alla cittadinanza”. Perchè “a questo punto ci chiediamo se questo temporeggiamento sia frutto di difficoltà decisionali e operative o non piuttosto una strategia per radere definitivamente al suolo un patrimonio di impianti su un terreno succulento per compiere speculazioni edilizie”, scrive ancora il comitato, che per “commemorare” i mille giorni di chiusura ha decido di organizzare per domani un incontro pubblico nel Parco del Velodromo di via Pasubio: banchetti informativi e per la raccolta firme per la riapertura del Crb, giochi per grandi e piccini con animatori volontari, attività sportive coordinate da istruttori professionisti e un punto ristoro aperto a tutti. E infine, spiega il comitato, “si terrà un dibattito nel quale siano i residenti finalmente a dire la loro riguardo le rovine create dall’immobilismo dell’amministrazione comunale e della società proprietaria dell’area”.




Fonte: Zic.it