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Iniziativa simbolica della Rete per l’emergenza climatica e ambientale dell’Emilia-Romagna (Reca) in viale Aldo Moro: “Nonostante le buone intenzioni dichiarate, continuano i progetti energivori che rischiano di distruggere il nostro territorio”. Nel pomeriggio, sempre in Regione, presidio di Extinction Rebellion: “No alle trivellazioni approvate dal ministro Cingolani”.

08 Giugno 2021 – 18:08
Foto Agenzia Dire

Consegna simbolica del Patto per il clima e per il lavoro, oggi in viale Aldo Moro, alla Giunta e all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. “Cosa sta facendo la Regione per contrastare il cambiamento climatico? Nonostante le buone intenzioni dichiarate, continuano i progetti energivori che rischiano di distruggere il nostro territorio: allargamenti autostradali, poli logistici, deposito dello stoccaggio della Co2, allevamenti intensivi e abbattimento di alberi indiscriminato. Come cittadinə preoccupati per il futuro ambientale e della salute pubblica del territorio, pensiamo sia importante comunicare con le persone che ci rappresentantano e che stanno prendendo importanti decisioni che rischiano di compromettere tutto questo”, spiega la Rete per l’emergenza climatica e ambientale dell’Emilia-Romagna (Reca): “È passato quasi un anno da quando ci è stato chiesto di partecipare alla stesura del Patto della Regione e la Giunta non ha ancora accettato il confronto sulle differenze fra un documento e l’altro, nonostante gli accordi fossero che avremmo avuto questa possibilità a prescindere dalla nostra firma. Non chiediamo altro che di prendere atto della crisi ambientale e climatica e agire di conseguenza, coerentemente con le indicazioni della scienza e degli organismi europei”. Le associazioni puntano il dito in particolare contro alcuni progetti: passante di Bologna, allargamento di A13 e A14, deposito dello stoccaggio Co2 a Ravenna; nuova bretella Sassuolo-Campogalliano, inceneritori.

Un altro presidio davanti alla sede della Regione si è tenuto nel pomeriggio, lanciato da Extinction Rebellion “per dire no alle trivellazioni approvate dal ministro Cingolani nel nostro territorio”: le e gli attivisti hanno innalzato simbolicamente in piazzale delle Costituzione una trivella di legno e messo in atto la performance del “die in” caratteristica del movimento. Subito prima aveva avuto luogo un momento di sensibilizzazione della cittadinanza in via Stalingrado: “Lo scopo è di far toccare con mano ai/alle passanti e automobilisti che cosa vuol dire avere delle trivelle nel proprio territorio”, spiegano le/i ambientaliste/i, che con gilet e caschi da operai hanno esposto cartelli e lo striscione “Trivellazione in corso”.




Fonte: Zic.it