Gennaio 14, 2022
Da Il Manifesto
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Qui al cohousing, il Covid ci sfinisce: lontani i tempi dell’abbraccio comune, noi ambientalisti felici nelle mani accoglienti e nutrienti dell’amata natura. La natura, insegna la pandemia, può essere ancora un nemico pericoloso che uccide gli umani. E allora? Grazie ai vaccini ceniamo ancora insieme per Natale. Leonardo, giovane ingegnere, che si occupa di energie rinnovabili, ci regala: «Elogio della crescita felice. Contro l’integralismo ecologico» Marsilio, 2020.

Per l’autore del libro, Chicco Testa, politico, manager, già presidente di Legambiente ed Enel, alcuni principi degli ambientalisti sono fondati su presupposti discutibili. Per esempio, l’idea di salvare il pianeta. Il pianeta si salva da solo: è sopravvissuto miliardi di anni a estinzioni di massa provocate da catastrofi naturali, quando ancora l’uomo non esisteva. Non è il pianeta ad essere a rischio, ma la specie umana, e va difesa. Non con la «decrescita», che ritiene improponibile perché nessun programma politico otterrà il consenso proponendo di essere tutti più poveri. Secondo Testa è solo grazie a periodi di crescita economica che il mondo può migliorare, perché ci sono le risorse per farlo: la tutela dell’ambiente e il benessere economico devono essere sviluppati insieme.

Critica i concetti dell’«ambientalismo collettivo», inteso come insieme di credenze, informazioni, stereotipi culturali come: no al nucleare, la plastica inquina, gli OGM riducono la biodiversità. Testa li confuta con dati e ragionamenti scientifici, con uno sguardo critico al catastrofismo di Greta ed anche a Papa Francesco perché egli mette in campo «un cattivo trattato di cosmologia» che «contrappone la natura, dono di Dio, ad un uomo accecato dall’egoismo». L’idea di Testa è migliorare il mondo con una innovazione tecnologica capace di produrre ricchezza, utilizzando sempre meno risorse naturali. Da rifletterci. Silenzio.

Poi Olga sbotta furiosa: «Papa Francesco invita ad una responsabilità per il creato e le sue parole fanno bene a noi e alla terra». E l’Ernesto: «La solita pappa che enfatizza la tecnologia come salvezza, e che sarà prodotta a beneficio delle più grandi diseguaglianze!», Anna: «Uh che meraviglia di paesaggi bucolici con distese di pale eoliche e pannelli fotovoltaici!», Smirna: «per me ambientalismo è prima di tutto relazione con il mondo costruita con tonalità affettive, poesia, cura, dimensione spirituale». È passata così la notte di Natale con ragione e cuore, che al solito non si riconoscono reciprocamente e sgomitano, per conquistarsi le verità del mondo.




Fonte: Ilmanifesto.it