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Di Frank Zappa
musicista si sa tutto o quasi. Ma non tutti sanno che Frank Zappa, da
giovincello, era appassionato di chimica. Affascinato dalla professione del
padre, perito industriale che aveva trovato lavoro come specialista di guerra
chimica in una struttura militare, Frank non vedeva l’ora di possedere le sue
apparecchiature scientifiche. Gli piaceva in particolar modo il Piccolo chimico
della Gilbert, che include va il necessario per produrre gas lacrimogeni, ma i
suoi genitori sollevavano qualche obiezione nel comprarglielo.

In un’intervista
del 1972 Zappa ha detto: “Mio padre voleva che studiassi qualcosa di
scientifico, e a me piaceva la chimica, ma i miei avevano paura di comprarmi le
attrezzature perché il mio unico interesse erano gli esplosivi”. Sempre
pieno di risorse, faceva esperimenti con oggetti che trovava in casa: ottenne
qualche successo con delle palline da ping-pong riempite di polvere pirica, che
si rivelarono “sorprendentemente esplosive”. Riuscì anche a produrre
una cascata di piccole sfere infuocate gialle e arancioni caricando di
esplosivo alcuni bossoli di un nastro da mitragliatrice calibro 50, rubato da
un garage sotto casa.

Nella sua
autobiografia, al capitolo 
«Come mi feci saltare le palle», Zappa
racconta con entusiasmo di un’esplosione che lo ha particolarmente soddisfatto.
Ad undici anni, dopo il 4 luglio, aveva raccolto alcuni tubi vuoti per fuochi
d’artificio e li aveva caricati con la sua polvere speciale per palline da
ping-pong. Nei negozi si trovavano le cartucce a colpo singolo per le pistole
giocattolo, e Zappa ne migliorava la resa tagliandone via la carta in eccesso. Era
seduto sul pavimento sporco del garage dei suoi, con i tubi tra le gambe, e ci
spingeva dentro le cartucce con l’aiuto di una bacchetta. Fece troppa
pressione, provocando lo scoppio. L’esplosione fece spalancare la porta del
garage, lasciò un cratere nel pavimento e scagliò Zappa un paio di metri
all’indietro, ma fortunatamente non riportò danni fisici.

A quindici anni
la sua passione per gli esplosivi non era diminuita: con un compagno di scuola
sperimentava nuove miscele, ed era riuscito a fabbricarne una quantità
sufficiente a riempire anche un vasetto di maionese con una mistura di
combustibile solido per razzi (metà zinco, metà zolfo) e polvere di fialette
puzzolenti. Una sera, durante un incontro a scuola con le famiglie, mentre i
genitori parlavano dei figli con gli insegnanti, Frank e un suo amico presero
una manciata di sacchetti di carta dal bar, li riempirono del loro composto e
li passarono ai compagni della loro cricca, che accesero una serie di
fuocherelli dall’odore mefitico per tutta la scuola. Frank chiuse nel suo
armadietto la polvere avanzata. Il giorno dopo trovò l’armadietto sigillato, e
durante la lezione di inglese della professoressa Ivancic fu invitato a
comparire nell’ufficio del preside. Da lì fu scortato alla stazione di polizia.
La madre Rosie, che era stata mandata a chiamare, si presentò con i figli Carl
e la piccola Candy. Il capo dei pompieri fece una ramanzina a Frank, che fu
sospeso per due settimane e dovette scrivere per punizione un tema, dal titoòo
a piacerem, di duemila parole. Dopo quindici giorni, si presentò con il tema il
cui titolo era: «una lista di tutti i suoi dischi R&B e di quelli che spero
di poter acquistare nell’immediato futuro»; lo svolgimento era una varietà di
dischi catalogati per titolo, artista ed etichetta. A scuola non la presero
proprio bene, ed evitò l’espulsione solo perché l’assistente sociale era di
origine italiana, come lo erano i genitori di Frank: Rosie lo aveva convinto
che suo figlio era un bravo ragazzo cattolico. Comunque, suo padre sarebbe
stato trasferito di lì a poco a Lancaster, in California, e la famiglia sarebbe
partita presto portando con sé il figlio piromane.

 




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com