Dicembre 22, 2021
Da Il Manifesto
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Mario Draghi boccia l’accordo trovato dalla sua maggioranza sull’estensione del superbonus anche alle case unifamiliari e senza limiti di reddito. «È una misura che ha dato molto beneficio, ma ha creato distorsioni e per questo il governo» era «riluttante ad una sua estensione», ha detto in conferenza stampa. E invece «il Parlamento ha usato i fondi per l’azione parlamentare che potevano andare anche in altre direzioni, per estenderlo.

Il governo frenava «per le distorsioni, con l’aumento straordinario dei prezzi delle componenti per fare le ristrutturazioni». «Il risultato – ha spiegato il premier – è che oggi un’unità di efficientamento energetico costa molto più di prima». L’altro aspetto è che «il superbonus ha incentivato moltissime frodi», ha detto Draghi. «Stamane l’Agenzia delle Entrate mi ha segnalato che ha bloccato 4 mld di crediti dati come cedibili» per il superbonus. L’Agenzia poi precisa che quei 4 miliardi riguardano i meccanismi di cessione del credito e sconto in fattura consentiti per diversi tipologie di bonus e crediti (compresi bonus facciate e energetici).

Su questo insiste anche il M5S che si scontra col premier. «Non sono attribuibili al superbonus le distorsioni e frodi di cui parla il presidente Draghi per giustificare la stretta che, insieme al ministro Daniele Franco, aveva imposto alla proroga della nostra maxi-agevolazione sulle unifamiliari, fortunatamente corretta in Senato», spiega un nutrito gruppo di parlamentari 5S che ha seguito il dossier (tra cui anche il vicepresidente Mario Turco, vicinissimo a Conte). «Spiace che passi questo messaggio, perché è noto a tutti che le dinamiche di aumento dei prezzi delle materie prime sono comuni a tanti paesi e di certo la Francia o la Germania non hanno il Superbonus».

La difesa grillina del superbonus è totale: «Bene incrementare i controlli, ma non è possibile mortificare gli effetti di una misura che tante imprese e tecnici stanno utilizzando con onestà. La vera distorsione sarebbe stata invece quella di non prevedere la proroga per una tipologia edilizia molto diffusa in provincia e nelle periferie (le case unifamiliari, ndr), dove gli edifici condominiali sono meno diffusi».
L’accordo trovato in Parlamento prevede anche che sui piccoli lavori di ristrutturazione, sotto i 10mila euro, non si applicherà la stretta anti-frodi prevista per bonus e superbonus edilizi.




Fonte: Ilmanifesto.it