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Sul presidio che si è svolto in piazza Nettuno, ieri sera, per manifestare contro il Governo che impedisce lo sbarco delle/i migranti dalle navi delle Ong: riceviamo e pubblichiamo.

08 Novembre 2022 – 12:19

Poco più di un centinaio di persone al presidio di ieri sera in piazza Nettuno. Guardando questi numeri, la preoccupazione più grande di quelle/i che hanno deciso di scendere in piazza è che il blocco delle navi, il respingimento dei migranti, la selezione di chi può scendere e di chi verrà rispedito ai campi di concentramento libici diventi una drammatica “normale” quotidianità.

Diversi gli interventi che si sono alternati nel microfono aperto allestito sotto la fontana del Nettuno, molti di questi sono stati delle ragazze delle associazioni che lavorano coi migranti, da Ya Basta Laboratorio salute popolare a Mediterranea: “Meloni, Salvini, Piantedosi giocano urlando sulla pelle delle persone, ma noi non ci possiamo scordare che la Lamorgese, in silenzio, produsse un blocco navale di ben sette imbarcazioni”… “Due ore fa l’Unhcr ha chiesto ai governi europei di offrire un porto sicuro, chiedendo lo sbarco dei 600 migranti sulle navi delle Ong, ma fino ad ora dove sono stati? Come mai ci hanno messo tanto a prendere posizione?”… “Non ci possono essere due pesi e due misure sui profughi, non si può essere per la pace scordandosi di quello che sta avvenendo nel mare tra le coste della Libia e quelle italiane. Non è credibile chi ha sostenuto gli accordi sui migranti tra Italia e Libia”.

Molto toccanti le testimonianze di ragazzi profughi e migranti che hanno vissuto sulla loro pelle le traversate del mare mediterraneo sui barconi e sui natanti di fortuna e che oggi vivono a Bologna: “In mare non si possono selezionare le persone che scappano dalle guerre, dalla fame e dalla miseria… Nessuno può essere rimandato nei lager dei torturatori libici”.

Molto applaudito l’intervento di Alessandro Bergonzoni che giocando, come suo stile, sul senso delle parole ha detto: “A chi urla per propaganda all’attacco noi dobbiamo urlare più forte all’attracco”… “Agli armatori che pensano che alla pace si arrivi spedendo armi noi dobbiamo contrapporre gli armatori marittimi della solidarietà”… “Questa selezione tra le persone che possono scendere dalle navi e quelle che vengono rispedite indietro mi ricordano le selezioni che venivano fatte nei lager tristemente noti di tanti anni fa”… “Gli artisti e le persone di cultura non possono essere indifferenti di fronte a quello che sta accadendo”.




Fonte: Zic.it