90 visualizzazioni


 

Bisogna tenere sempre presente che le istituzioni non sono sorte per
caso, ma per compensare la debolezza di chi vi partecipa. E in questo assolvono
una funzione storica. Ogni istituzione si fonda sul sacrificio dei suoi membri,
si nutre di vita umana. Si tratta quindi di porgere un invito a mordere, incamminarsi
verso i giorni della gioia dove ogni individuo potrà sfoderare il proprio sogno
nei colpi di ritorno contro i potentati che tengono le briglie e i giochi del proletariato
arreso. Occorre muoversi nei percorsi accidentati del contrasto e andare a produrre
un disordine linguistico/figurale dell’ordine apparente.

La rivolta è una filosofia della strada che si riconosce e si sviluppa
ai bordi della storia. La rivolta mette a fuoco la realtà autorizzata, semina teoria
della ribellione nel rovesciamento di forme e mitologie sovvenzionate dal mercato
della verità ideologizzata. La rivolta si apre al rischio di vivere pericolosamente
il rapporto tra idea e azione. Il gesto estremo, a volte disperato dei ribelli,
coglie nel coraggio di minoranze bastonate, carcerate, uccise, le tracce di una
differente esistenza.

La persona che si ribella e che poi tende al rivoluzionamento lo fa,
come causa prima, in risposta ad esigenze ed emozioni in origine del tutto personali
e di stretta contingenza alla sua condizione. Solo in un successivo, secondo tempo
le sue medesime esigenze ed emozioni, incontrandosi, integrandosi, completandosi
con analoghe situazioni reclamanti altre necessità e scaturenti da altrettante motivazioni,
daranno luogo alla collettivizzazione dell’atto, che da rivoltoso si tramuterà così
in rivoluzionario.

Occorre di mettersi di taglio alla costellazione della miseria delle
democrazie formali. Infrangere lo spettacolo delle ideologie nelle teste di legno
della società opulenta.

Cancellare dalla mente gli incubi di schiavo, per diventare il re dell’incubo,
finalmente superiori a tutti gli altri, chiusi ciascuno nella sua superiorità. Diventare
il produttore del film della propria vita.

Il rifiuto di essere schiavo è ciò che veramente cambia il mondo.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com