Agosto 26, 2021
Da Malacoda
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Il vento porta buoni segnali. Parole della compagna anarchica imprigionata Mónica Caballero (Cile, luglio 2021)

Mentre scrivo questa riflessione nel giorno che segna un anno da quando lo Stato cileno ha sequestrato Francisco ed io, sento le voci dei/lle compagni/e che manifestano fuori dal carcere. Dall’altra parte delle sbarre, delle recinzioni e dei muri ci sono mani e cuori inquieti che agiscono per quanti tra noi sono dentro le gabbie del capitale. In questa occasione, non solo le loro grida mi hanno raggiunta, ma ho anche ricevuto un volantino. Il vento ha portato un regalo bello e inaspettato! Bella propaganda anarchica!

Spesso, tra quelli di noi che compiono o hanno fatto azioni di propaganda antiautoritaria, non cogliamo le dimensioni delle conseguenze che queste possono avere su altre persone. In linea di principio l’obiettivo di qualunque propaganda è quello di consegnare un messaggio, che idealmente incita o ispira altri ad agire contro l’attuale sistema di terrore. Però, forse, chi riceve questo messaggio non agisce, ciò non fa effetto e rimane uno spettatore passivo. In questo caso, vale la pena chiedersi, forse la propaganda non era abbastanza efficace?, cosa spinge un individuo ad affrontare ciò che lo domina? Allo stesso modo, cosa spinge qualcuno a vivere passivamente in un mondo di miseria e oppressione?

Questo tipo di domande me le sono poste in molte occasioni, a volte ho pensato di aver trovato delle risposte, ma con il tempo ho realizzato che la libertà individuale, vale a dire le decisioni e le azioni degli altri, non può né dovrebbe essere misurata o prevista. Anzitutto, per parlare di libertà individuale deve sussistere una conoscenza della realtà e dei fattori che la creano o la limitano. Per decidere è necessario conoscere, e in quest’ultimo caso la propaganda è fondamentale.

Nel mio caso, ciò che mi ha spinta a prendere la strada del conflitto permanente è stata indubbiamente la propaganda di altri (tra i vari fattori). La mia conoscenza politica sarebbe stata molto diversa se non fossi stata destinataria di una propaganda senza fine. Non so se è stato un volantino, un graffito per strada, un comunicato rivendicativo, ecc., o forse è stato l’insieme dei messaggi, degli slogan, che mi hanno portata a mettere in discussione e a confrontarmi con l’egemonia del potere e la società che lo sostiene e di cui necessita.

Oggi un semplice foglio ha rotto tutte le impressionanti misure di questo carcere ed è volato da me. Questa propaganda in questo luogo acquista un ulteriore aspetto; mi ha mostrato che, per quanto imprigionati il potere ci tenga o pretenda tenere noi che ci battiamo per un mondo dove governino solo il mutuo appoggio e la solidarietà, non saremo mai soli.

Abbiamo bisogno di molta propaganda, abbiamo bisogno di molte azioni dirette, se vogliamo colpire il capitalismo e le relazioni che genera, così come l’egemonia imposta del potere.

Approfitto dell’occasione per inviare un forte abbraccio fraterno alla famiglia Vergara Toledo. Luisa Toledo è stata una propagandista che ha contribuito enormemente alla proliferazione di molte generazioni di giovani combattenti.

Morte allo Stato e viva l’anarchia!

Mónica Caballero, anarchica prigioniera
Carcere di San Miguel
Luglio 2021

[Pubblicato in spagnolo da buscandolakalle.wordpress.com, traduzione pubblicata in malacoda.noblogs.org].


El viento trae buenas señales. Palabras de la compañera prisionera anarquista Mónica Caballero (Chile, julio 2021)

Mientras escribo esta reflexión en el día que se cumple un año en el que el Estado chileno secuestro a Francisco y a mí, escucho las voces de compañerxs que se manifiestan afuera de la cárcel. Al otro lado de los barrotes, las rejas y los muros, hay manos y corazones inquietos accionando por quienes estamos dentro de las jaulas del capital. En esta ocasión, no solo llegaron hasta mi sus gritos, también recibí un panfleto ¡El viento trajo un hermoso e inesperado regalo! ¡Bella propaganda anarquista!

Para quienes hacemos o hemos hecho acciones de propaganda antiautoritaria, muchas veces no dimensionamos las consecuencias que pueden tener estas en otras personas. En un principio el objetivo de cualquier propaganda es entregar un mensaje, el que idealmente incite o inspire a otrxs a actuar en contra del actual sistema de terror. Pero, tal vez, el/la receptor de este mensaje no actué, no le haga efecto aquel llamado y siga como un espectador pasivx. En ese caso, vale la pena preguntarnos ¿Quizás la propaganda no fue lo suficientemente efectiva?, ¿Qué es lo que lleva a un individuo a enfrentar lo que lo domina? Como de la misma manera ¿Qué lleva a alguien a vivir pasivamente en un mundo de mísera y opresión?

Este tipo de preguntas me las hice en muchísimas ocasiones, a veces creí que había encontrado respuestas pero con el tiempo entendí que la libertad individual, vale decir las decisiones y acciones de otrxs no se pueden ni debieran medir o prever. Para hablar de libertad individual en primera instancia, tiene que existir conocimiento de la realidad y de los factores que la crean o limitan. Para decidir es necesario conocer, en esto último la propaganda es fundamental.

En mi caso, lo que me impulso a tomar el camino del conflicto permanente, fue sin lugar a dudas la propaganda de otrxs (entre otros factores). Mi conocimiento político hubiese sido muy distinto si no hubiese sido receptora de un sinfín de propagandas. No sé si fue un panfleto, un rayado callejero, un comunicado reivindicativo, etc o tal vez fue el conjunto de mensajes, consignas que me llevaron a cuestionar y enfrentar a la hegemonía del poder y a la sociedad que lo sustenta y necesita.

Hoy un simple papel rompió todas las medidas de sugerida de esta cárcel volando hasta mí. Esta propaganda en este lugar toma un cariz extra; me demostró que por más encerradxs que el poder nos tenga o pretenda tener a lxs presxs que peleamos por un mundo donde solo gobierne el apoyo mutuo y la solidaridad, nunca estaremos solxs.

Hace falta mucha propaganda, hacen falta muchas acciones directas, si queremos golpear el capitalismo y las relaciones que este genera, como a su vez a la hegemonía impuesta del poder.

Aprovecho la ocasión para enviar un fuerte abrazo fraterno a la familia Vergara Toledo. Luisa Toledo fue una propagandista que contribuyó enormemente en la proliferación de muchas generaciones de jóvenes combatientes.

¡Muerte al estado y viva la anarquía!

Mónica Caballero, presa anarquista
Cárcel de San Miguel
Julio 2021

[Tomado de buscandolakalle.wordpress.com].




Fonte: Malacoda.noblogs.org