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In centinaia all’assemblea di ieri al 38: sul tavolo l’idea di “passare fisicamente sulla tangenziale”, infrastruttura interessata dal progetto Passante. Intanto Autostrade promette l’apertura dei lavori per fine anno, Bonaccini freme e da Regione e Comune arriva la richiesta di migliaia di euro alle/gli attiviste/i che hanno fatto ricorso al Tar: partita una raccolta fondi.

06 Ottobre 2022 – 12:47

“Convergere per insorgere. Per questo, per altro, per tutto”. La costruzione della manifestazione del 22 ottobre prende quota e accumula energia: è il segnale che arriva dalla partecipatissima assemblea regionale che ieri sera ha radunato centinaia di persone al 38 di via Zamboni per alimentare un processo collettivo capace trasformare tante diversità in “molteplici punti di partenza” di un cammino di insorgenza. Scendendo in piazza il 22 “dobbiamo dimostrare che è possibile opporsi a un sistema malato e ingiusto” e per questo “pensiamo sia davvero necessario mandare un messaggio all’amministrazione e allo stesso tempo al Governo- è il concetto sottolineato da uno degli interventi centrali dell’assemblea- passando fisicamente sulla tangenziale”, infrastruttura interessata dal progetto del Passante di mezzo: “ Pensiamo sia una cosa necessaria per mandare un messaggio forte e far capire all’amministrazione e al Governo che quel territorio ci appartiene, è anche nostro” e per questo di fronte alla volontà di portare avanti il Passante “reagiremo, saremo lì per reagire e riprenderci quello che è effettivamente nostro”.

L’intervento di Fridays for future:


L’intervento del Collettivo di fabbrica Gkn:

Proprio ieri, intanto, sull’allargamento di autostrada e tangenziale si è registrata un’accelerazione: “Partiremo alla fine di quest’anno per la realizzazione del Passante”, ha dichiarato l’ad di Autostrade, Roberto Tomasi, nel corso di un incontro in Regione, aggiungendo che la chiusura dei lavori prevista oggi “è per il 2026”. A dir poco impaziente il governatore Stefano Bonaccini: “Partite il prima possibile, nel 2023 o aprite i cantieri o interverrò, non in questo modo, alle prossime occasioni. Lo dico seriamente. Siamo persone serie e voi siete  persone serie, anche da un punto di vista delle manutenzioni abbiamo costruito progetti straordinari”. Il sindaco Matteo Lepore continua a difendere l’opera: “Chiediamo che si anticipino le opere verdi, come ci siamo detti anche in Conferenza dei servizi. Il Passante serve a ridurre le emissioni in città, a dare risposte su sicurezza e necessità di calo degli incidenti”. Per tutto questo, insiste Lepore, “ci aspettiamo che anche il prossimo Governo mantenga gli impegni sulle opere di mitigazione” del Passante.

Tutto questo mentre “Comune e Regione hanno chiesto migliaia di euro alle attiviste e agli attivisti che hanno fatto ricorso al Tar” contro l’opera, segnala l’associazione Amo Bologna, spiegando: “Il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Stefano Bonaccini spieghino alle/ai bolognesi come mai parlano sempre di partecipazione e coinvolgimento, ma poi intimano il pagamento di migliaia di euro alle/ai cittadine/i preoccupate/i per le conseguenze dell’allargamento del Passante di mezzo sulla salute dei cittadini. E’ quello che è successo in questi mesi, con Comune e Regione che hanno chiesto migliaia di euro a coloro che hanno fatto ricorso al Tar nella speranza che il tribunale amministrativo possa approfondire le conseguenze dell’attraversamento autostradale di Bologna sulla salute dei cittadini. Conseguenze sconosciute, perché sindaco e presidente della Regione rispondono con un assordante e ostinato silenzio alla richiesta di realizzare una Valutazione di impatto sanitario e sapere se l’asse autostradale è responsabile di malattie e morti premature. Chi parla di partecipazione e sostenibilità ad ogni conferenza stampa non perde tempo per accanirsi economicamente contro coloro che provano a motivare dubbi e preoccupazioni. Un atteggiamento intimidatorio, che evidentemente ha l’obiettivo di scoraggiare i cittadini dall’esprimere perplessità e provare a mettere in discussione grandi progetti come quello del Passante di mezzo. Di fronte a questo accanimento, abbiamo lanciato in questi giorni una raccolta fondi a sostegno delle spese legali, mentre il 22 ottobre torneremo in piazza con quante/i vogliono convergere per insorgere”.




Fonte: Zic.it