Agosto 7, 2022
Da Carloca Fierobari
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Cronache di ANARRES

Foglio Internazionalista, Interplanetario e Intergalattico di Cultura e Pratiche Libertarie del Gruppo Anarchico Carlo Cafiero di Bari

Numero 1, 15 Aprile 2017 (numero unico sperimentale)

Tratto da Michail Bakunin “LA LIBERTÀ DEGLI UGUALI
a cura di Giampietro N. Berti –
Eleuthera

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Dio e lo Stato

[…] Gli idealisti di tutte le scuole, aristocratici e borghesi, teologi, metafisici, politicanti e moralisti, religiosi, filosofi e poeti – non eccettuati gli economisti liberali, sfrenati adoratori dell’ideale – si offendono molto allorché si dice loro che l’uomo, con la sua meravigliosa intelligenza, le sue idee sublimi, e le sue aspirazioni infinite non è, come del resto tutto ciò che esiste nel mondo, che un prodotto della vile materia.

Noi potremmo rispondere loro che la materia di cui parlano i materialisti – materia spontaneamente ed eternamente mobile, attiva, produttiva; materia chimicamente o organicamente determinata e manifestata con le proprietà o forze meccaniche, fisiche, animali e intellettuali che le sono necessariamente inerenti – non ha niente in comune con la vile materia degli idealisti.

Quest’ultima, prodotto della loro falsa astrazione, è effettivamente un’entità stupida, inanimata, immobile, incapace di da vita alla più piccola cosa, un caput mortum, una brutta immagine opposta alla immagine bella che essi chiamano Dio, l’Essere supremo di fronte al quale la materia, la loro materia, spogliata da loro stessi di ciò che ne costituisce la natura reale, rappresenta necessariamente il supremo Nulla. Essi hanno tolto alla materia l’intelligenza, la vita, tutte le qualità determinanti, i rapporti attivi o le forze, il movimento stesso, senza il quale la materia non sarebbe nemmeno pesante, non lasciandole altro che l’impenetrabilità e l’immobilità assoluta nello spazio. Essi hanno attribuito tutte queste forze, proprietà e manifestazioni naturali all’Essere immaginario creato dalla loro astratta fantasia; poi, invertendo le parti, hanno chiamato questo prodotto della loro immaginazione, questo Fantasma, questo Dio che è il Nulla, «Essere supremo». E per conseguenza necessaria, hanno affermato che l’entità reale, la materia, il mondo, era il Nulla.

Dopo di che vengono a dirci seriamente che questa materia è incapace di produrre qualcosa, e che quindi essa ha dovuto essere creata dal loro Dio.

Nell’«Appendice» ho messo a nudo le assurdità veramente ripugnanti alle quali si è fatalmente sospinti dalla concezione di un Dio, sia esso personale, creatore ed ordinatore dei mondi, sia esso impersonale e considerato come una specie di anima divina diffusa in tutto l’universo, del quale costituirebbe così il principio eterno; o ancora come idea infinita e divina, sempre presente ed attiva nel mondo e manifestata dalla totalità degli esseri materiali e finiti. Mi limiterò a trattare un solo punto.

Si concepisce perfettamente lo sviluppo successivo del mondo materiale, al pari di quello della vita organica, animale, e dell’intelligenza storicamente progressiva, tanto individuale quanto sociale, dell’uomo nel mondo.
È un movimento del tutto naturale dal semplice al composto, dal basso all’alto, dall’inferiore al superiore; un movimento conforme a tutte le nostre quotidiane esperienze e, di conseguenza, alla nostra logica naturale, alle leggi proprie del nostro spirito, il quale, non formandosi mai e non potendo svilupparsi se non con l’aiuto di queste stesse esperienze, non ne è che la riproduzione cerebrale, o il riassunto riflesso.

Il sistema degli idealisti ci presenta tutto il contrario. È il rovesciamento assoluto dell’esperienza umana, è la negazione di quel buon senso universale e comune che non solo è la condizione essenziale di ogni intesa umana, ma che partendo da una verità così semplice e anticamente conosciuta che due e due fanno quattro, fino alle considerazioni scientifiche più sublimi e complesse, non ammettendo mai nulla che non sia severamente confermato dall’esperienza e dall’osservazione delle cose e dei fatti, costituisce l’unica base seria delle conoscenze umane.

Invece di seguire la via naturale dal basso all’alto, dall’inferiore al superiore e dal relativamente semplice al più complicato; invece d’accompagnare saggiamente, razionalmente, il moto progressivo e reale dal mondo chiamato inorganico al mondo organico, vegetale, animale, e poi specificamente umano; dalla materia o dall’essere chimico alla materia o all’essere vivente, e dall’essere vivente all’essere pensante, gli idealisti, come ossessi ciechi, sospinti dal fantasma divino che hanno ereditato dalla teologia, infilano la via assolutamente opposta. Essi vanno dall’alto al basso, dal superiore all’inferiore, dal complicato al semplice. Essi cominciano da Dio, sia come persona sia come sostanza o idea divina, e il primo passo che fanno è un terribile capitombolo dalle altezze sublimi dell’eterno ideale nel fango del mondo materiale; dalla perfezione assoluta alla imperfezione assoluta; dal pensiero all’essere, o piuttosto dall’Essere supremo al Nulla.

Quando, come e perché l’Essere divino, eterno, infinito, il Perfetto assoluto, probabilmente annoiato di se stesso, si sia deciso a questo salto mortale disperato, ecco ciò che nessun idealista, teologo, metafisico, poeta ha mai saputo comprendere né spiegare ai profani.

Tutte le religioni passate e presenti e tutti i sistemi di filosofia trascendentale ruotano su questo unico e iniquo mistero. […]




Fonte: Carlocafierobari.noblogs.org