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Oggi sciopero generale e sociale indetto dal sindacalismo di base e conflittuale, partecipato da migliaia di lavoratrici e lavoratori, realtà politiche e sociali solidali, studenti medi in lotta contro l’alternanza scuola lavoro, giovani palestinesi e tante e tanti altri in piazza a Bologna uniti per dire No alla guerra. 

Magazzini e siti produttivi chiusi, scuole chiuse, trasporto pubblico locale fermo, decine di migliaia nel nostro territorio aderiscono allo sciopero contro la guerra, l’economia di guerra e il governo della guerra, si all’aumento delle spese sociali.

Oltre venti le piazze mobilitatesi contemporaneamente in tutta Italia con manifestazioni e presidi davanti alle basi militari Nato.

La manifestazione di Bologna partita da piazza XX settembre con lo striscione portato dalle lavoratrici delle sigle sindacali organizzatrici recitava: Fuori dalla guerra, aumentare i salari e spese sociali.

Il Corteo ha proseguito lungo via Amendola e via Marconi dove davanti alle sedi sindacali della Cisl e della Cgil si sono susseguiti interventi dei lavoratori e delle lavoratrici i quali hanno sottolineato l’importanza dello sciopero generale e condannato  le politiche sindacali tese a non disturbare il governo Draghi, il governo della guerra, nonostante la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’intero paese siano per la fine immediata della cobelligeranza.

In Via Barberia contestata anche Confindustria che sta cercando di far pagare i prezzi delle crisi e dell’economia di guerra alle lavoratrici e ai lavoratori.

La manifestazione si è conclusa sotto le finestre del Comune dove governa il partito della guerra responsabile di un attacco senza precedenti alle condizioni di vita dei settori popolari destinati a pagare la sua follia belligerante.

Tutti gli interventi hanno sottolineato la grande partecipazione allo sciopero e alla manifestazione, l’unità d’azione contro la guerra e la necessità di proseguire nella mobilitazione sulle seguenti parole d’ordine:

  • blocco immediato di invio di armi all’Ucraina;
  • immediato cessate il fuoco
  • taglio delle spese militari e trasferimento di tali risorse alla scuola, ai trasporti e alla sanità pubblica;
  • congelamento dei prezzi dei beni di prima necessità (generi alimentari come pane e pasta, tariffe di luce, acqua e gas etc.);
  • introduzione della scala mobile: adeguamento automatico dei salari all’aumento dei prezzi; 
  • riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e un nuovo blocco dei licenziamenti per contenere le prossime ondate di disoccupazione.
  • reddito sociale dignitoso per tutti i disoccupati

FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA

aumentare i salari e le spese sociali

Sindacati di Base e conflittuali




Fonte: Usi-cit.org