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Il 28 novembre scendiamo in piazza contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere.

APPUNTAMENTO:
Sabato 28 Novembre in Piazza della Borsa alle ore 16:00
Flash mob: ” Un violador en tu camino”.

microfono aperto, porta in piazza la tua esperienza che hai voglia di condividere.

VIDEO TUTORIAL FLASH MOB:
Scrivici in privato a [email protected] o scarica dal nostro blog il video tutorial e il testo del flash mob e vieni con noi in piazza sabato!

https://nudmtrieste.noblogs.org/materiali-da-scaricare/

Poteremo dei gessetti per segnare sulla piazza il posto di ognuna durante il flash mob.

*** Al solito ci raccomandiamo l’uso della mascherina e il distanziamento fisico ***

Sono 59 i femminicidi commessi dall’inizio del 2020. Quattro solo dall’inizio di novembre. Erano stati 73 nel 2019, 74 nel 2018. Le statistiche parlano chiaro: dal 2004 ad oggi, il numero di donne uccise è aumentato paurosamente, il 77% di loro, di noi, viene ucciso da qualcuno di molto vicino: un partner o un ex partner, un familiare.

Durante il primo lockdown delle 117 vittime di violenza domestica, 90 su 100 erano donne.

Negli 87 giorni di confinamento, si è arrivati ad una media di una donna ammazzata ogni due giorni. L’89% delle donne migranti che arrivano in Italia è stata violentata. Le aggressioni a sfondo omo-lesbo-transfobico sono in media 187 ogni due giorni.

Questi non sono solo numeri. Dietro a ognuno di questi numeri, ci sono nomi, storie silenziate, corpi invisibilizzati. Ci sono la storia di Barbara Gargano, di sua figlia Aurora e di suo figlio Alessandro, massacrate da un padre padrone che la stampa non ha esitato a raccontare come un uomo fragile in preda a un raptus; c’è la storia di Maria Paola Gaglione, uccisa dal fratello perché fidanzata con Ciro, ragazzo trans; c’è la storia di Elisa Pomarelli, ammazzata da un conoscente che non poteva “averla” perché lesbica; c’è la storia di Alina Bonar Diachuck, lasciata morire nel 2012 in quel luogo di torture e soprusi che è stato il commissariato di Villa Opicina per le persone straniere che transitavano su questi territori di confine. C’è la storia di una bambina di 9 anni violentata nel 2017 da un barista in quella piccola disneyland per ricchi che è la località di Portopiccolo nella nostra città.

Quest’anno i nostri corpi sono stati maggiormente isolati nello spazio domestico, dove le violenze vengono spesso confinate e nascoste. Vogliamo, a maggior ragione, farci vedere per strada.
Vogliamo tornare in piazza, nel rispetto delle misure sanitarie di sicurezza a tutela di tutte, con i nostri corpi e le nostre voci.

Torniamo in piazza perchè quello è il posto dove vogliamo e dobbiamo assieme, riproponendo il flash mob un violador en tu camino lanciato dal collettivo chileno Las Tesis che ci unirà ancora una volta in un grido altissimo e feroce per tutte quelle done che più non hanno voce!

Ma quali telecamere, ma quale sicurezza poliziesca, le strade sicure le fanno le donne che le attraversano!!!

NON UNA DI MENO!
FUOCO AL PATRIARCATO!

Nonunadimeno-Trieste




Fonte: Germinalts.noblogs.org