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Priorità alla scuola manifesta contro la proposta del sindaco Lepore di introdurre l’obbligo di green pass per gli studenti: “Per l’ennesima volta abbiamo evitato di agire attraverso risorse strutturali che rinforzassero istruzione, sanità e trasporti. Perché il diritto all’istruzione è sempre all’ultimo posto e giocato come alternativa al diritto alla salute?”.

22 Dicembre 2021 – 12:53

Ieri “siamo state di fronte alla Regione per dimostrare la nostra rabbia rispetto all’attuale situazione. Con noi anche la Rete Scuole Aperte, Scuola e Costituzione”. E’ quanto segnala il coordinamento bolognese di Priorità alla scuola, che ha dato vita a un presidio in via Aldo Moro “per denunciare una situazione poco chiara, ma ampiamente problematica”. Il riferimento è alla proposta fatta dal sindaco Matteo Lepore di introdurre l’obbligo di certificazione verde contro il covid-19 all’ingresso delle scuole anche per gli studenti. Spiega la sigla in un comunicato: “Anche senza una decisione emanata da un organo centrale le scuole stanno chiudendo, una a una, plesso dopo plesso, classe dopo classe. La DaD è di nuovo tra noi”, mentre il problema, dicono da Priorità alla scuola, è che “per l’ennesima volta abbiamo evitato di agire attraverso risorse strutturali che rinforzassero istruzione, sanità e trasporti. Strutture che già andavano rinforzate prima della pandemia. E così l’Ausl è imbottigliata, il tracciamento salta e la gente rimane a casa. A pochi chilometri da noi, in Toscana, il tracciamento non è centralizzato, ma organizzato in maniera tale che i tamponi siano fatti nelle farmacie. Perché questo non è possibile qui? In fondo è solo un anno che chiediamo al Presidente Bonaccini di coordinarsi coi nostri vicini di Regione…Inoltre, un anno fa i tamponi in farmacia erano gratuiti per la popolazione scolastica, perché oggi no?”.

“Perché – si domanda ancora il coordinamento – il diritto all’istruzione è sempre all’ultimo posto e giocato come alternativa al diritto alla salute? Oggi abbiamo approfittato anche per dire al Sindaco Lepore che le sue parole ci hanno francamente indignato”, ma “tuttavia ci rendiamo disponibili ad un confronto con lui. Eravamo altrettanto disponibili 11 giorni fa, quando eravamo stati invitati ad un’udienza conoscitiva in Comune per parlare Green Pass, trasporti e Diritto allo studio. Peccato che il giorno prima abbiamo scoperto che l’invito era saltato. E lo stesso valeva per diverse realtà che hanno lottato per la scuola negli ultimi anni. Disponibili al dialogo? Sì. Ma questa volta un minimo di correttezza in più è necessario. Oltre al fatto che il dialogo sarebbe auspicabile prima di instillare simili germi nel dibattito pubblico. Non dopo”.



Fonte: Zic.it