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E’ il dato fornito dall’Ispettorato del lavoro sulle dimissioni registrate nel 2020 da parte di lavoratrici nei primi tre anni di vita dei figli: quasi tutte avevano provato a chiedere un part-time ma le risposte delle aziende sono state positive in appena una ventina di casi.

23 Settembre 2021 – 17:44

Nel 2020 a Bologna si sono registrate 818 dimissioni volontarie di donne (contro 316 uomini) che hanno deciso di lasciare il proprio impiego nei primi tre anni di vita dei figli, facendo scattare i controlli dell’Ispettorato del lavoro. Il fenomeno riguarda soprattutto il settore terziario e le donne inquadrate come impiegate e operaie (solo 35 sono quadri o dirigenti) e per la maggior parte di loro (670) la scelta di dimettersi è arrivata nel primo anno di nascita del primo figlio, riferisce l’Ispettorato, aggiungendo che 811 donne sulle 818 hanno provato a chiedere il part-time: 789 hanno ricevuto dall’azienda un ‘no’ come risposta. Le motivazioni fornite dalle donne che si sono dimesse riguardano per lo più la difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli, la mancanza di servizi o l’impossibilità di rispondere alle esigenze dell’azienda. In una precedente comunicazione, relativa ai dati sui primi nove mesi del 2020, l’ispettorato aveva segnalato anche un’incidenza particolarmente altra tra le lavoratrici dell’Interporto.




Fonte: Zic.it