Ottobre 20, 2021
Da Unione Sindacale Italiana
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Inseguendo un feticcio

L’11.10.2021 è stato effettuato in tutta Italia uno sciopero generale del sindacalismo di base/alternativo.

In quella manifestazione abbiamo espresso (ho espresso) le posizioni politico sindacale criticando le scelte dell’attuale governo.

Durante la pandemia i lavoratori sono stati in balia dei datori di lavoro che a dispetto dell’accordo governo-sindacato non rispettavano le norme a tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Coloro che hanno difeso quell’accordo siamo stati noi ma criticati dalle rappresentanze aziendali degli stessi firmatari.

Il green pass.

Tutto ruota, inizia e si ferma al green pass, il mondo del lavoro, lo sfruttamento, migliori condizioni salariali, ecc.  vengono oggi assorbiti dal green pass.

È una limitazione, una distrazione del processo evolutivo che un sindacato o una realtà di sinistra dovrebbe, nella sua analisi, metabolizzare e superare per porsi obiettivi più ambiziosi.

La questione del green pass è una di quelle misure che l’attuale governo ha utilizzato mettendo in serie difficoltà i lavoratori per l’ennesima volta, ha diviso il modo del lavoro e i cittadini.

Il governo ha inteso, e volutamente, scientemente, prendere una posizione sul vaccino lasciando libertà di scelta agli individui e così facendo ha scaricato le responsabilità sul cittadino e i lavoratori.

Il governo ha però invece imposto con D.L. il green pass.

Il governo deve tutelare la sicurezza e la salute su tutto il territorio italiano ed i datori di lavoro devono garantire la sicurezza all’interno delle loro aziende o enti.

Dove si avverte discrepanze quando viene chiesto che i tamponi devono essere pagati dai lavoratori.

Il green pass sia diventato uno D.L.  venuto meno il ruolo del governo centrale territoriale.

Poniamoci questa domanda e cerchiamo di comprendere chi non è in linea con i doveri che ad ognuno competono.

La tassa sul lavoro ha questa filosofia interpretativa, se vuoi lavorare devi pagare!

Nei primi del’900 fu introdotta la tassa sul macinato e vi furono rivolte sul tutto il territorio italiano.

Quindi mentre per il vaccino ha lasciato “democraticamente” la scelta non ha fatto lo stesso per lavorare dove ha imposto il green pass con il D.L.

Possiamo definire questo comportamento una deresponsabilizzazione del governo sulla questione vaccino ma è chiara la volontà di pilotare questa “possibilità di scelta” indirizzando i lavoratori e il sociale in una direzione che li distrae dal vero problema.

Ora i lavoratori dei porti stanno scioperando e altri soggetti di sinistra manifestando.

Il tampone è uno degli strumenti utilizzabili per lavorare ma il lavoratore per lavorare dovrebbe pagare il tampone.

Noi come primo soggetto inadempiente riteniamo il governo e a cascata regione, comune e poi tuti gli altri soggetti o Enti che rappresentano il governo.

Siamo stupiti che tutta questa energia, sacrifici, attenzione politico-sindacale è rivolta al solo green pass che avremmo voluto che scientemente fosse attenzionato:

al lavoro;

al sociale aumentando le dovute preoccupazioni a governo e padronato, ponendo più preoccupazioni di quella di oggi mette al centro il green pass e il tampone.

Questa analisi non toglie la nostra solidarietà a tutti i portuali ed i lavoratori che scioperano e protestano nei luoghi di lavoro e nel territorio.

Sognare la possibilità di modificare le condizioni di vita dei lavoratori e di una società diversa e migliore non è reato.

Mi li, 19.10,2021

Sandro Bruzzese

Segreteria USI CT&S (MI)




Fonte: Usiait.it