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Durante la manifestazione transfemminista, partita in serata da piazza Nettuno su iniziativa di Non Una di Meno, Mujeres Libres, La Mala educación e Laboratorio Smaschieramenti, gli applausi alla notizia dell’annullamento di una nuova proiezione del film Unplanned.

28 Settembre 2021 – 22:03

La giornata transnazionale “per l’aborto libero, sicuro e gratuito” prende corpo a Bologna con una manifestazione transfemminista che nella serata di oggi è partita da piazza Nettuno per raggiungere l’ingresso di viale Ercolani del Policlinico e poi tornare indietro lungo via San Vitale. L’appello a scendere in piazza era stato diffuso nei giorni scorsi da Non Una di Meno, Mujeres Libres, La Mala educación e Laboratorio Smaschieramenti.

“Siamo con le sorelle che vedono penalizzate la loro possibilità di scegliere sui loro corpi – hanno scandito le manifestanti al microfono alla partenza su via Rizzoli – Abbiamo gioito con le sorelle argentine e messicane, stiamo gioendo con le sorelle sanmarinesi. Ma non ci basta, perché in troppi paesi del mondo l’aborto è ancora una pena, veniamo trattate come assassine, incarcerate, e invece abbiamo solo scelto sul nostro corpo e sulla nostra vita. In Italia abbiamo una legge che in teoria consente di abortire in maniera sicura, ma nella civilissima Bologna all’ospedale San’Orsola  7 ginecologi su 10 si rifiutano di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza. Vi sembra questo un paese dove la libertà di scelta è garantita, vi sembra questo un paese in cui non dobbiamo ancora scendere in piazza. Impedirci di abortire è solo una delle tante forme della violenza sistemica, che ci obbliga a lottare tutti i giorni. Ma per noi la lotta non è solo sopravvivenza, è vita, è resistenza, perse insieme alle compagne, allu compagnu, ci sentiamo vive, diamo dignità, valore e gioia alla nostra vita!”.

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“Ci chiamano assassine, snaturate, insensibili, egoisti, nessuno deve permetterci di giudicare cosa facciamo sul nostro corpo, nessuno deve controllare i corpi delle donne! Le donne non si pentono, non sono traumatizzate, per molte abortire è un gesto liberatorio. Non ci sono assassine tra noi, ma solo donne convinte che la gestione del proprio corpo non è cosa che rigurda preti e sovranisti!”, ha rimarcato un’altra manifestante una volta raggiunto l’ingresso di viale Ercolani del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi.

> Ascolta l’intervento:

Nel corso della manifestazione, è stata inoltre accola tra grida e applausi la notizia dell’annullamento della proiezione del film antiabortista Unplanned che era in cartellone per stasera al cinema Chaplin: “Lo abbiamo fermato!”




Fonte: Zic.it