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A Bologna arriva il film realizzato dallo scrittore e regista Fariborz Kamkari per ripercorere i 79 giorni di assedio della città curda da parte dell’esercito turco, a cavallo tra 2015 e 2016.

12 Maggio 2022 – 13:00

Arriva a Bologna il documentario “KurdbĂ»n – Essere curdo” diretto dal regista, sceneggiatore e scrittore curdo-iraniano Fariborz Kamkari e distribuito in Italia da Officine Ubu: il film ripercorre i settantanove giorni di assedio da parte dei carri armati turchi a Cizre, cittĂ  curda nel sudest della Turchia al confine con la Siria e l’Iraq, tra il 2015 e il 2016: “Un’azione punitiva non annunciata dal governo dopo la vittoria alle elezioni del partito democratico filocurdo Hdp riuscito a entrare nel Parlamento di Ankara”, viene spiegato nel comunicato diffuso dai distributori. Il documentario sarĂ  proiettato al cinema teatro Orione di via Cimabue venerdĂŹ alle 20, sabato alle 21,30 (al termine incontro con il regista) e domenica alle 15. “Uno degli aspetti che piĂč mi ha impressionato della strage di Cizre (cittĂ  curda in Turchia) Ăš la somiglianza con la mia esperienza personale a Sna (cittĂ  curda in Iran) trentotto anni fa, quando l’esercito iraniano ha attaccato la cittĂ  indifesa e l’ha bombardata per piĂč di trenta giorni solo perchĂ© gli abitanti avevano deciso di non accettare il regime di Khomeini”, ha raccontato Kamkari.

“Il film testimonia come tutte le sopraffazioni e le guerre non abbiano patria- ancora dal comunicato- trascinando civili impotenti in gorghi di terrore ma evidenziando anche il coraggio di chi non arretra nel darne testimonianza. Una delle voci del documentario ù quella di Antonio Gramsci: ‘Vivo, sono partigiano. Per questo, odio chi non parteggia, odio gli indifferenti’. Kamkari, attraverso uno straordinario lavoro di scrittura e montaggio, ha ricostruito la drammatica esperienza dell’assedio vissuto dalla giornalista curda Berfin Kar, che insieme al suo cameraman ù rimasta bloccata nella città durante tutto il periodo dei bombardamenti, documentando giorno dopo giorno la violazione dei diritti umani perpetrate dall’esercito turco contro donne, anziani e bambini, ma anche il coraggio degli abitanti nel trovare forme di sopravvivenza e resilienza quotidiana come dimostra la frase di Brecht ‘Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere’ che campeggia su quel che resta di un muro di Cizre distrutto dai bombardamenti”.

Continua il comunicato: “La reporter Berfin Kar simbolo del coraggio della libertĂ  di stampa – oggi si trova in Turchia in attesa di essere processata. Dopo la fuga da Cizre si era rifugiata in Europa con gli hard disk contenenti le riprese di quei giorni e tramite un network di filmmaker curdi Ăš riuscita a contattare il regista Kamkari a cui ha proposto di visionare il girato. Attraverso questo documentario, ispirato dall’incredibile diario di guerra per immagini di Berfin Kar, Kamkari ha voluto raccontare l’esperienza, sua personale e di molti altri, di ciĂČ che significa essere Curdo”. Di nuovo il regista: “Vedere la resistenza di un popolo che accetta la morte ma non si inchina riempie il cuore di ogni spettatore di dolore e nello stesso tempo di orgoglio. Il viso dei bambini, il pianto dei padri sui cadaveri dei figli adolescenti uccisi dai cecchini e i volti orgogliosi delle donne, che sono state la spina dorsale della resistenza di Cizre, pronte a morire, ma non ad accettare l’ingiustizia. Questa Ăš l’esperienza mia e di ogni curdo delle quattro zone del Kurdistan. Allora ho deciso di partire dal documento per denunciare un incredibile crimine contro l’umanitĂ  e per ricostruire un pezzo della memoria collettiva di un popolo ancora oggi diviso e perseguitato”.




Fonte: Zic.it