Dicembre 27, 2021
Da Il Manifesto
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Slittata forzatamente causa covid dal 15 al 21 dicembre, è finalmente approdata al Teatro alla Scala La Bayadère di Rudolf Nureyev: un debutto atteso perché mai prima d’ora questa versione del capolavoro ottocentesco di Marius Petipa firmata nell’ottobre del 1992 da Nureyev era stata danzata da una compagnia diversa da quella per cui era nata: il Balletto dell’Opèra di Parigi. Un titolo ambientato in un’India da favola, a cui l’artista russo era profondamente affezionato. Ormai straziato dall’Aids, Nureyev firmò con La Bayadère l’ultimo atto di una vita dedicata alla danza con un balletto sensuale e drammatico in cui amore, tradimento e morte trovano pace soltanto in un onirico aldilà. Il 6 gennaio del 1993, pochi mesi dopo il debutto, Nureyev sarebbe morto.

A CURARNE la «prima volta» con la Scala per l’inaugurazione della stagione di balletto, è con Florence Clerc, Manuel Legris, direttore del Corpo di Ballo. Legris è un fine conoscitore delle opere di Nureyev: fu il grande ballerino russo a nominarlo étoile dell’Opéra di Parigi e a volerlo nel 1992 tra i primi interpreti del guerriero Solor, ruolo maschile principale de La Bayadère. La storia tragica della bella danzatrice sacra Nikiya, tradita dal guerriero Solor che non rifiuta per lei il matrimonio con la bella e perfida figlia del Rajah, Gamzatti, è l’occasione per allestire un balletto sontuoso tra classicità ed esotismo.
Scala piena al debutto del 21 ad accogliere il cast composto dai primi ballerini Nicoletta Manni/la bayadera Nikiya, e Timofej Andrijashenko/Solor, e dalla solista Maria Celeste Losa, nella parte della principessa Gamzatti. Scene e costumi nuovi di Luisa Spinatelli, in cui è l’oro a prevalere, a dirigere con brillantezza, vivacità e sentimento l’Orchestra della Scala nella partitura di Ludwig Minkus, orchestrazione di John Lanchbery, Kevin Rhodes. Il balletto, come è tipico di Nureyev, è smagliante per velocità coreografica: vuole grande tecnica e musicalità naturale.

NIKIYA è un ruolo magnifico e complesso in cui spiritualità e sensualità sono tutt’uno, esige la capacità di passare dal realismo sofferto ma ieratico dei primi due atti all’evanescenza classica dell’atto bianco. Grande Solor per Andrijashenko, potente eppure tormentato, prova importante per Manni, coppia solida artisticamente e nella vita. Maria Celeste Losa è una Gamzatti vigorosa, Corpo di Ballo coeso e all’altezza, sia nelle danze per il fidanzamento (atto II) che nell’unisono incantato del Regno delle Ombre (atto III). Tante le repliche annunciate con cambi cast di interesse: il 30 tornano Manni/Andrijashenko ma con Virna Toppi, fine anno alle 18.00 con Martina Arduino, Marco Agostino e Alice Mariani, in replica il 13 gennaio, ancora Andrijashenko con l’étoile Svetlana Zakharova il 5 e l’8, Valerio e Coviello il 7, il 12 recupera il cast previsto inizialmente per l’inaugurazione, con Manni, Nicola Del Freo e Virna Toppi. E per chi se lo volesse godere da casa, il 31 il cast della prima è in onda alle 21.15 su Rai5 e Raiplay.




Fonte: Ilmanifesto.it