Settembre 27, 2022
Da Libertà è Partecip/Azione Diretta
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La caduta dell’impero della merce non produrrà niente
di più lamentevole della caduta nella disumanità che segna i suoi esordi. Ciò che
è alla fine è anche all’inizio. Una rovina ne nasconde un’altra: dietro il crollo
del capitalismo monopolistico e di Stato viene meno l’intera civiltà mercantile,
secondo un naufragio programmato da lunga data. Le favole arcaiche che profetizzavano
la morte degli dei in un annientamento universale si ricongiungono oggi nel pantheon
della vita assente con l’Aurora nucleare, il macello della Gran Sera e della Notte
mortifera in cui l’amarezza gira in tondo. La fine dell’impero dell’economico non
è la fine del mondo, ma la fine del suo dominio totalitario sul mondo. Tutti sanno,
tuttavia, che una tirannia defunta continua ad uccidere. Non la gioia di vivere
nè l’esuberanza creativa, bensì la paura è la risposta all’evidenza di una mutazione
benefica. Una paura così intensa che l’economia moribonda vi scova ancora di che
rifornire un mercato, il mercato dell’insicurezza, in cui il consumatore, ricondotto
alla sua vera natura di minorato e di vegliardo, medica una muscolosa protezione
per percorrere freneticamente i circuiti obbligati dell’edonismo consumabile.

Per la maggior parte delle persone esiste un solo terrore
da cui tutti gli altri provengono, ed è quello di perdere l’ultima menzogna che
li separa da se stessi, di dover creare la propria vita.




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