Maggio 25, 2022
Da Infoaut
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Questa mattina due compagn* del movimento per il diritto all’abitare sono entrati nel carcere di Rebibbia per scontare le condanne arrivate ieri in Cassazione per la manifestazione nazionale del 15 Ottobre 2011, dove centinaia di migliaia di persone scesero in piazza contro un presente di miseria e precarietà. Ne parliamo con un compagno del movimento per il diritto all’abitare.

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Da Radio Onda Rossa

Di seguito il comunicato del Movimento per il Diritto all’Abitare riguardo alle condanne:

15 OTTOBRE 2011: LO STATO SI ASSOLVE E CHIUDE IN CARCERE LA DIGNITA’

Intorno alle ore 22:00 di ieri, 24 maggio 2022, abbiamo appreso il verdetto della Corte di Cassazione – l’ennesimo – sui fatti del 15 Ottobre 2011. Per i 6 [email protected] [email protected] sono state confermate, senza nessun ripensamento, le condanne sproporzionate e ingiuste già affibbiate in appello: 5 anni e 4 mesi di carcere a testa. Questa ennesima e vergognosa sentenza chiude il terzo e ultimo grado di giudizio: pertanto le condanne diventano definitive e subito esecutive. [email protected] colpevoli di dignità per aver manifestato insieme a centinaia di migliaia di persone contro la precarietà e lo sfruttamento, per il diritto all’abitare e alla salute, contro le nocività e per la difesa dei territori. Alla manifestazione del 15 Ottobre 2011, sfociata negli scontri durati ore a piazza San Giovanni, c’eravamo tutte e tutti: era il grido di dolore e soprattutto di rabbia di generazioni intere schiacciate da un capitalismo sempre più selvaggio e disumano che distrugge l’ambiente di cui noi stessi facciamo parte e ci nutriamo, che annienta le radici stesse della solidarietà e del vivere comune. Condannare in maniera esemplare [email protected] di noi vorrebbe essere un monito per chiunque si voglia ribellare e liberare di questa realtà, per strappare diritti e costruire un mondo nuovo. E’ il loro modo per tenere strette ai polsi di tutte e tutti le catene che ci opprimono. Lo hanno fatto sfruttando ancora una volta il reato di devastazione e saccheggio, eredità del codice penale fascista, ancora vigente, utilizzato da Genova 2001 in poi per reprimere manifestazioni di carattere sociale e politico.
Queste condanne rappresentano l’ennesimo gravissimo atto della guerra che oramai da molti anni i potenti portano avanti contro i proletari. Non ci fermeranno. Ora che i nostri [email protected] affronteranno il carcere, abbiamo un motivo in più per lottare, per coltivare e organizzare la nostra rabbia.
Non passerà un giorno, un’ora, un minuto e neppure un secondo senza pensare a voi, senza starvi vicini, senza fare tutto il possibile per sostenervi.
Ne usciremo ancora più forti e più consapevoli: più decisi nel lottare per riprenderci il presente che vogliono rubarci.

NADIA E RICHARD LIBERI
TUTTE E TUTTI LIBERI

Movimento per il Diritto all’Abitare

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Fonte: Infoaut.org