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La vicenda riguarda un ordine affidato ieri ad un ciclofattorino, racconta Riders Union che ha raccolto e diffuso la segnalazione: situazione verificatasi “in barba a qualsiasi forma di logica e di salvaguardia della salute e della sicurezza. Ma non siano bestie da soma e siamo pronte/i a riprendere la mobilitazione”.

18 Settembre 2021 – 18:32

“Non siano bestie da soma: sicurezza, diritti, dignità per i rider”. Comincia così un comunicato diffuso da Riders Union per segnalare la seguente vicenda: “Ieri abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di un rider della nostra città che ci ha chiesto di aiutarlo a denunciare quanto ancora oggi accade a chi lavora nel food delivery e sensibilizzare tutti verso la mancanza di rispetto, tutele e dignità da parte delle piattaforme. Qualcuno dice che sono storie già note e che è inutile riprenderle…noi invece non ci stancheremo di denunciare lo schifo che produce il cottimo digitale delle piattaforme e di stare affianco con i nostri colleghi! Affinché diventi solo un ricordo per tuttə noi! All’ora di pranzo di ieri infatti un nostro collega in bici di Glovo si è visto recapitare, in barba a qualsiasi forma di logica e di salvaguardia della salute e della sicurezza, un ordine da 38 bottiglie d’acqua da un litro e mezzo l’una per un totale di 57 kg, da consegnare a 3,5 km di distanza… per poco più di tre euro!”.

Il rider “ha dunque dovuto insistere con la chat di supporto- continua il comunicato- per farsi almeno assistere da altri colleghi per alleggerire il carico, ricevendo di fatto la minaccia di perdere pure una delle due consegne che fa mediamente ogni ora. Alla fine il risultato è stato un lungo tempo di attesa non adeguatamente retribuito e un carico per tre rider di comunque quasi venti chili a testa: tutto per tre euro! E’ perché tuttora vige la brutalità del regime del cottimo nelle nostre città che continuiamo a lottare. E’ ora che anche le aziende di Assodelivery (Glovo, Deliveroo, UberEats su tutte) si adeguino a ciò che abbiamo da sempre richiesto con le lotte in questi anni: diritto a contratti degni, paga oraria, tutela della salute e della sicurezza, applicazione piena del CCNL della logistica. Per questo siamo prontə a riprendere la mobilitazione! Invitiamo i nostri colleghi a non restare in silenzio di fronte a situazioni simili, e a contattarci per segnalare ogni sopruso: organizziamoci”.




Fonte: Zic.it