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La «disobbedienza
civile» di Thoreau fu un grido anarchico di autonomia individuale da qualsiasi forma
di governo. In effetti, Thoreau ci dice di aver dichiarato la sua personale indipendenza
dallo stato presentando al funzionario comunale la seguente dichiarazione: “Che tutti gli uomini sappiano con questo documento,
che io, Henry Thoreau, non desidero essere considerato membro di alcuna società
legalmente costituita a cui non ho deciso di aderire
“.

Che questa opera
sovversiva rappresentasse una piena realizzazione della politica trascendentalista
o semplicemente uno dei tanti sfoghi tipici di Thoreau, fu così provocatoria da
diventare di importanza storica come nessun altro contributo del gruppo riuscì a
fare, conferendo al movimento un’impronta ribelle che avrebbe lasciato traccia nelle
generazioni future.

Il testo contiene
audaci aforismi anarchici, così numerosi che vale la pena fermarsi per citarne alcuni:

– Approvo con tutto
il cuore il motto: “Il miglior governo è quello che governa meno”… Una
volta messo in pratica, esso equivale a quest’ altro, in cui pure credo fermamente:
“Il governo migliore è quello che non governa affatto: e quando gli uomini
saranno pronti a realizzarlo, questo sarà il tipo di governo che avranno”.

– lo non sono responsabile
del buon funzionamento della macchina della società.

– Quando m’imbatto
in un governo che mi dice: “O i soldi, o la vita”, perché dovrei affrettarmi
a dargli i miei soldi?

– Esistono leggi
ingiuste: dovremmo rallegrarci di obbedirvi, o dovremmo sforzarci di migliorarle?
E inoltre, dovremmo ubbidire a queste leggi finché non siamo riusciti mi nostro
intento, o dovremmo trasgredirle subito?

– Infatti, io dichiaro
tranquillamente guerra allo Stato… nonostante continui a utilizzarlo e a trarne
i possibili vantaggi…




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com