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La disobbedienza civile consiste nel passare oltre le decisioni di uno
Stato che truffa i cittadini per sostenere le truffe del capitalismo finanziario.
Perché pagare allo Stato-bankster delle tasse vanamente destinate a riempire l’abisso
delle malversazioni quando potremmo destinarle in ogni collettività locale all’autofinanziamento
delle energie gratuite? La democrazia diretta delle assemblee autogestite ha il
diritto di ignorare i diktat della democrazia parlamentare corrotta. Tiriamo partito
dalla mutazione in corso per costituire delle collettività in cui il desiderio di
vivere abbia il sopravvento sulla tirannia del denaro e del potere.

La disobbedienza civile verso uno Stato che ci truffa è un diritto. Dove
vanno le nostre tasse e imposizioni varie? Non al settore pubblico che cade a pezzi
a vantaggio di truffatori pubblici e privati. Non alle scuole che stanno diventando
un allevamento in batteria di schiavi gettati sul mercato. Non agli ospedali gestiti
come imprese da rendere redditizie, dove i pazienti diventano dei clienti di cui
approfittare e le cure lasciano il posto all’affarismo.

L’avvenire appartiene a delle collettività autogestite che mettano al
servizio di tutti la produzione di beni e di servizi indispensabili (energie naturali,
biodiversità, insegnamento, case di salute, trasporti, metallurgia, tessile). Si
tratta di produrre per noi e non più per commercializzare delle derrate che dovremo
poi acquistare al prezzo del mercato quando sono i lavoratori che le hanno concepite
e fabbricate. Il tempo è venuto di rompere con le leggi di un affarismo che programma
insieme al suo fallimento quello delle nostre esistenze. Bisogna che le relazioni
umane soppiantino le relazioni commerciali e le annullino.

La gratuità è l’arma assoluta contro il sistema mercantile.

E’ tempo di prendere coscienza che il vecchio mondo sta crollando. Se
non vogliamo sparire con lui, il compito più importante è gettare le basi di una
nuova società.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com