Gennaio 5, 2023
Da Radio Onda D'Urto
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LA GUERRA IN UCRAINA E LE NOSTRE LOTTE: GIORNATA DI DISCUSSIONE A BOLOGNA

La guerra in Ucraina e le nostre lotte“: con questo titolo si svolgerà domenica 15 gennaio a Bologna una giornata di discussione organizzata da “ConvergenX. Parole e pratiche in movimento“. Appuntamento dalle 11 alle 18.30 circa, in via Zamboni 38, per una serie di tavoli dedicati al modo in cui la guerra impatta sui diversi terreni di lotta, da quello contro il patriarcato a quello per la giustizia climatica, dalla lotta per il reddito e il salario a quella delle e dei migranti per la libertà di movimento.

Dopo quasi un anno dall’invasione dell’Ucraina, stiamo toccando con mano gli enormi effetti che la guerra sta avendo ben oltre l’Ucraina“, scrivono da ConvergenX. “L’aggressione russa è stata l’innesco di un conflitto globale che ha messo in crisi la società mondiale nel suo complesso. Gli effetti di questa guerra ci riguardano da vicino e minacciano di trasformare il futuro di tutti in un destino di povertà, morte e devastazione: aumento del costo della vita e dell’inflazione, ridefinizione delle politiche energetiche e “verdi”, incremento del nazionalismo e della violenza patriarcale, pericolo nucleare, preparazione da parte di tutti gli Stati alla possibilità di guerra e più guerra”. Presentiamo l’iniziativa con Niccolò, tra i promotori della giornata lanciata da ConvergenX. Ascolta o scarica.

Di seguito il comunicato e il programma (per maggiori informazioni clicca qui):

La guerra in Ucraina e le nostre lotte – giornata di discussione
ConvergenX—parole e pratiche in movimento invita tutte e tutti a una giornata di discussione sulla guerra in Ucraina il 15 gennaio a Bologna, in via Zamboni 38. Dopo quasi un anno dall’invasione dell’Ucraina, stiamo toccando con mano gli enormi effetti che la guerra sta avendo ben oltre l’Ucraina. L’aggressione russa è stata l’innesco di un conflitto globale che ha messo in crisi la società mondiale nel suo complesso. Gli effetti di questa guerra ci riguardano da vicino e minacciano di trasformare il futuro di tutti in un destino di povertà, morte e devastazione: aumento del costo della vita e dell’inflazione, ridefinizione delle politiche energetiche e “verdi”, incremento del nazionalismo e della violenza patriarcale, pericolo nucleare, preparazione da parte di tutti gli Stati alla possibilità di guerra e più guerra.
Nei mesi scorsi è circolata a livello transnazionale la parola d’ordine di uno sciopero contro la guerra, per riaprire il senso di possibilità che la guerra con la sua ferrea necessità sembra chiudere, per dare forza alla nostra parte attraverso e oltre i fronti di guerra. Evidenti sono state però le grandi difficoltà nel fare di questa aspirazione un movimento e una leva capaci di far convergere lotte diverse in un comune rifiuto della guerra e dei suoi effetti materiali. Ci siamo scontrati in questi mesi con un blocco nel dare forza e gambe a un processo capace di mostrare i nessi tra la guerra in Ucraina e le nostre lotte quotidiane e di immaginare una pace non di accordi tra Stati o del ritorno alla normalità, ma una pace delle lotte e per le lotte, una pace di precari, operai, migranti, donne e persone Lgbtq che di questa guerra pagheranno il prezzo più alto.
Per confrontarci con questo blocco, abbiamo organizzato una giornata di discussione su e contro la guerra nella convinzione che i suoi effetti siano inaggirabili su tutti i terreni sui quali in questi mesi abbiamo risposto alla chiamata a convergere, da salario e reddito alla politica industriale, dalla lotta contro la violenza patriarcale alla lotta per la giustizia climatica alla militarizzazione del territorio. Mostrarlo è un compito difficile ma di cui dobbiamo farci carico collettivamente. La guerra alimenta nazionalismi, divisioni, confini, intensifica la violenza maschile e razzista e rende più povere le nostre condizioni di vita e di lavoro, riducendo sempre di più le possibilità di organizzarsi per convergere. La guerra ci indica che i territori nei quali costruiamo quotidianamente la nostra iniziativa sono attraversati da dinamiche transnazionali che influenzano pesantemente le reazioni dei governi e delle amministrazioni e le condizioni in cui viviamo e lottiamo. Contro tutto questo è urgente dotarsi di parole e pratiche comuni.
Insieme vogliamo porci le seguenti domande: come la guerra impatta su diversi terreni di lotta, da quello contro il patriarcato a quello per la giustizia climatica, dalla lotta per il reddito e il salario a quella delle e dei migranti per la libertà di movimento? Come la guerra cambia le condizioni generali nelle quali lottiamo e come possiamo legare le nostre rivendicazioni locali, le nostre battaglie quotidiane con il problema transnazionale che la guerra ci pone? Come cercare alleate e alleati anche al di fuori dei nostri territori, convergendo oltre i confini delle appartenenze e delle categorie? Come costruire insieme le condizioni per una politica di pace che riesca ad amplificare le lotte territoriali in un comune no alla guerra? Come pensare la nostra pace nelle condizioni attuali?
Per info e comunicare la partecipazione scrivere a: [email protected]
Programma (ogni sessione è organizzata attorno a diversi assi tematici e prevede alcuni contributi iniziali e poi dibattito aperto)
1. 11.00-13
Guerra e patriarcato – Carlotta Cossutta (Ambrosia Milano)
Guerra e migranti – Gianluca Nigro (Attivista antirazzista, Trieste)
Guerra e precarietà/lavoro – Cristina Morini (Effimera)
2. 14.30-16
Guerra e globalizzazione – Sandro Mezzadra (Euronomade)
Guerra ed ecologia ‒ Climate Social Camp
Guerra e trasformazioni dello Stato negli Usa‒ Felice Mometti (New York)
Guerra e opposizione alla guerra – Laboratorio Crash!
3. 16.30-18.30
Discussione finale sulla politica di pace
Introduce Isabella Consolati (∫connessioni precarie)
Partecipano alla discussione (in aggiornamento): Ambrosia Milano, Bologna 4 Climate Justice, Climate Social Camp, Collettivo di fabbrica GKN, ∫connessioni precarie, Coordinamento Migranti, CSOA Askatasuna,CSOA Gabrio, Effimera, Euronomade, Gigaworkers Milano, Iskra disoccupati Napoli, Laboratorio Crash!, Macao Milano, Non Una di Meno Reggio Emilia, Radio Onda d’Urto, Sicobas



Fonte: Radiondadurto.org