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Noi sappiamo cosa significano questi luoghi introvabili: se la fabbrica
non esiste più, è che lavoro è ovunque – se la prigione non esiste più è che il
sequestro e la reclusione sono ovunque nello spazio/tempo – se il manicomio non
esiste più, è perché il controllo psicologico e terapeutico si è generalizzato e
banalizzato – se la scuola non esiste più, è che tutte le fibre del processo sociale
sono impregnate disciplina e di formazione pedagogica – se il capitale non esiste
più (nè la sua critica marxista) è che la legge del valore è passata nell’autogestione
della sopravvivenza in tutte le sue forme ecc., ecc.. Se il cimitero non esiste
più, è che le città moderne tutte intere ne assumono la funzione: sono città morte
e città di morte. E se la grande metropoli operativa è la forma perfetta di un’intera
cultura, Allora la nostra è semplicemente una cultura di morte.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com