Novembre 14, 2021
Da Malacoda
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La Sibilla prevede tempesta?

All’alba dell’11 novembre sono state effettuate numerose perquisizioni in varie città italiane e notificate a sei compagni delle ordinanze di misure cautelari: in carcere per Alfredo, ai domiciliari per Michele, obbligo di dimora e tre firme a settimana per altri quattro compagni.

I compagni sono indiziati del reato di art. 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico) per l’ideazione, la redazione, la stampa e la diffusione, anche con strumenti informatici e telematici, del giornale anarchico “Vetriolo”, per la realizzazione di scritte murali di contenuto ritenuto oltraggioso ed istigatorio e per un episodio di danneggiamento. Inoltre accusati di art. 414 (istigazione a delinquere), per la redazione e divulgazione di comunicati dal contenuto istigatorio alla commissione di delitti contro la personalità dello Stato, con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico.

Oltre a questo vengono oscurati due siti internet di controinformazione, roundrobin.info e malacoda.noblogs.org, perché ritenuti un’aggravante sul reato specifico di istigazione (attraverso uno strumento digitale).

L’indagine parte dall’anno 2016 a Milano, dagli inizi dell’esperienza editoriale del giornale, passata poi alla procura di Perugia fino ad oggi, e prende in rassegna il contenuto degli articoli di propaganda anarchica che vengono dichiarati pericolosi per la loro efficacia comunicativa e per la diffusione dell’idea radicale.

Non è un attacco alla libertà di stampa e di pensiero. Lo Stato fa il suo mestiere di controllo e gestione del nemico interno per mantenere la sua autorità, e le pubblicazioni che affermano risolutamente un certo tipo di contenuti che minano i suoi interessi vengono chiaramente attaccate, come sempre è stato nella storia. Nell’attuale regime democratico e tecnocratico caratterizzato da una svolta autoritaria, il “concesso” rimane confinato entro i limiti del mantenimento dei profitti economici e capitalistici della produzione e del consumo. Come è evidente nelle piazze dell’attuale dissenso alle imposizioni politico-sanitarie il confine del lecito viene definito dalle istituzioni e il confine della libertà di protesta viene sempre più ristretto.

Chi si assume a viso aperto di pubblicare un giornale come “Vetriolo”, dando sostegno e voce ai prigionieri e alle prigioniere anarchici/e e rivoluzionari/e è consapevole del fatto che la repressione muoverà i suoi passi, con inchieste condite da toni sensazionalistici. Ma non per questo lamenteremo mancanze di “libertà” democratiche di espressione e di stampa, che nei fatti non ci sono mai state ed oggi ancora meno.

Gli inquirenti sostengono che a determinare il reato 414 sia l’efficacia del messaggio. Quindi, oltre al contenuto stesso, quanto questo possa essere recepito, e quindi maggiormente nei periodi di tensione sociale, ovvero quando un certo tipo di contenuti vengono maggiormente condivisi.

Una distorsione si rileva dalla narrazione sbirresca, ovvero quella secondo la quale un rapporto immediato e diretto di causa-effetto caratterizzi la propaganda e l’azione. Questa è una semplificazione banale. Le idee anarchiche si sono fatte strada nella società, in diversi periodi storici ed in diversi modi, hanno animato gli atti individuali e collettivi, le gesta hanno caratterizzato le lotte per la liberazione degli oppressi, illuminando i pensieri in un rapporto di reciprocità e connubio, non in uno statico rapporto di causalità decodificabile dai codici interpretativi della Giurisprudenza.

Da copione viene criminalizzato lo spazio Circolaccio Anarchico di Spoleto, definito la sede organizzativa dell’associazione. Sicuramente l’attività promossa dallo spazio, anche in tempi di lockdown, i numerosi appuntamenti di lotta contro il gasdotto Snam, le discussioni contro il green pass e le politiche padronali, le analisi sulla crisi in Medi Oriente hanno sempre stimolato lo spirito critico e incoraggiato il libero pensiero, e per questo ritenute potenzialmente pericolose.

Uno degli aspetti più evidenti di questa inchiesta, dopo la chiusura degli spazi e il tentativo di smantellamento dei giornali e dei siti anarchici, è quello della persistenza con la quale lo Stato perpetri la sua coercizione vendicativa sui prigionieri/e che mantengono viva la loro idea anarchica e rivoluzionaria. Il costante impegno che applica nel tentativo di isolare i/le compagni/e imprigionati/e e promuovere la desolidarizzazione ne è la dimostrazione. In questa inchiesta viene applicata la misura di custodia cautelare per Alfredo Cospito, già in carcere dal 2012: una punizione nel tentativo di scoraggiare le sue convinzioni, a monito anche per tutti i prigionieri/e che, lontani dalle logiche delle prese di distanza dalle idee e pratiche anarchiche, mantengono dignità, convinzione e vitale determinazione.

Altri sono stati i subdoli tentativi mossi recentemente contro i/le compagni/e prigionieri/e in questo senso, come ad esempio la notifica nel carcere di Messina di un nuovo 270 bis ad Anna a febbraio 2021, sostanzialmente per lo smarrimento da parte della polizia penitenziaria di un hard disk durante il suo trasferimento verso il carcere.

È evidente che chi da la propria vita per l’anarchismo e continua a mantenere le sue posizioni da uno schiaffo al potere e continua a farlo. L’intransigenza del compagno Alfredo viene attaccata nel tentativo di zittirlo, incriminandolo del reato 414 per un contributo inviato all’iniziativa anticarceraria svoltasi a Bure,  in Francia, nel marzo 2020, un contributo inviato per un’assemblea anticarceraria nel giugno 2019 a Bologna, e per l’intervista “Quale internazionale?”.

Ribadiamo ancora la nostra solidarietà e vicinanza al nostro compagno Alfredo.

Esprimiamo la nostra vicinanza a tutti gli/le indagati/e.

Il potere potrà reprimere ed imprigionare gli individui refrattari all’autorità, ma il demone della rivolta continuerà a tormentare i loro sogni di pace sociale.

La guerra sociale è aperta, fra lo Stato, il capitalismo e i loro nemici…

LA LOTTA CONTINUA!

Alcuni indagati/e e compagni/e solidali

[Pubblicato da malacoda.noblogs.org].


Does the Sibilla forecast the storm?

At the dawn of November 11, there were numerous searches in different Italian cities and 6 comrades were notified of judicial surveillance orders: in prison for Alfredo, with house arrests for Michele, with the prohibition to leave the municipality of residence and the obligation to report to the cops three times a week for four other comrades.

The comrades are charged with the crime provided for by article 270 bis (association with the purpose of terrorism and subversion of the democratic order), because of the design, printing and diffusion, also by digital and computer means, of the anarchist newspaper Vetriolo, as well as for tags on walls with contents considered as outrage and incitement, in addition to a case of damage of a property belonging to others. In addition, they are charged under art. 414 (provocation to crimes and misdemeanors), for the drafting and dissemination of communiqués with content inciting the commission of crimes against the personality of the State, with the aim of terrorism and subversion of the democratic order.

In addition to this, two counter-information websites are closed: roundrobin.info and malacoda.noblogs.org, because considered an aggravating circumstance of the crime of provocation to crimes and misdemeanors (through a digital instrument).

The investigation begins in 2016, in Milan, at the beginning of the experience of the newspaper, and then it is transferred in the hands of the Prosecutor’s Office of Perugia, until today; it reviews the content of the anarchist propaganda articles, which are declared as dangerous for their communicative effectiveness and because of the diffusion of the radical idea.

This is not an attack on the freedom of press and thought. The State is doing its job of controlling and managing the internal enemy, in order to maintain its authority, and publications that resolutely affirm contents of a certain type, undermining its interests, are clearly targeted, as has always happened throughout history. In the current democratic and technocratic regime, characterized by an authoritarian turn, what is “allowed” is confined within the limits of maintaining economic profits and capitalist production and consumption. As is evident in the street demonstrations that these days express their opposition to political-sanitary impositions, the limit of what is licit is defined by the institutions and the limit of the freedom to protest is increasingly reduced. Those who publicly assume to publish a newspaper like Vetriolo, giving support and space of expression to the anarchist and revolutionary prisoners, are aware that the repression will be set in motion, with investigations accompanied by sensational headlines in the media. But this is not the reason why we will complain about the lack of democratic freedoms of expression and press, which in fact have never existed, let alone today.

The investigators allege that what determines the offence defined by article 414 is the effectiveness of the message. Therefore, in addition to the content itself, it is when it can be received, and therefore even more so during periods of social tension, that is, when a certain type of content is more widely shared.
A distortion in the copsesque narrative is that an immediate and direct relationship of cause and effect would characterize propaganda and action. This is a banal simplification. Anarchist ideas have made their way in society, in different historical periods and in different ways, they have motivated individual and collective acts, anarchist gestures have characterized the struggles for the liberation of the oppressed, illuminating thoughts in a relationship of reciprocity and assembly; it is not a static relationship of causality, understandable by the interpretative codes of Jurisprudence.

As expected, the anarchist space “Circolaccio”, in Spoleto, is criminalized, described as the headquarters of the association. The activity promoted by this place, also during the confinements, like the numerous moments of struggle against the Snam gas pipeline, the discussions against the Sanitary Pass and the policies of the bosses, the analyses on the crisis in the Middle East, has surely incited the critical spirit and encouraged the free thought, that’s why it is considered potentially dangerous.

One of the most obvious aspects of this case, after the closure of spaces and the attempt to dismantle anarchist newspapers and websites, is the perseverance with which the state implements its vindictive coercion against prisoners who keep their anarchist and revolutionary idea alive. Its constant involvement in the attempt to isolate the imprisoned compas and to push for disassociation is a demonstration of this. In this case, they have imposed a measure of preventive detention to Alfredo Cospito, who is already in prison since 2012: a punishment that tries to discourage his convictions, a warning also for all the prisoners who, far from the logics of distancing themselves from anarchist ideas and practices, keep their dignity, their convictions and their vital determination.

There have been, recently, other underhanded attempts in this sense, against anarchist comrades, as for example the notification of a new indictment for 270 bis to Anna, in the prison of Messina, in February 2021, basically because the warders lost an external hard disk, during her transfer to this prison.

It is evident that the people who give their life for the anarchism and continue to keep their positions give again and again a slap in the face to the power. The intransigence of our companion Alfredo is targeted, in the attempt to silence him, charging him with the crime defined by article 414 for a text sent to the anti-cartel meeting that took place in Bure in March 2020, for a text for an anti-cartel assembly of June 2019 in Bologna, and for the book-interview “What international?”.

We reaffirm our solidarity and closeness to our companion Alfredo.

We express our closeness to all the people under investigation.

The authorities will always be able to repress and imprison individuals who refuse to accept authority, but the demon of revolt will continue to torment the dreams of social peace.

The social war is launched, between the State, the capitalism and their enemies…

The struggle continues!

Some defendants and comrades in solidarity

[Translated by darknights.noblogs.org].


La Sibylle prévoit-elle de la tempête ?

A l’aube du 11 novembre, il y a eu des nombreuses perquisitions dans différents ville italiennes et 6 compagnons se sont vu notifier des ordonnances de surveillance judiciaire : en prison pour Alfredo, aux arrestations domiciliaires pour Michele, par l’interdiction de sortir de la commune de résidence et l’obligation de pointer chez les flics trois fois par semaine pour quatre autres compagnons.

Les compagnons sont inculpés en vertu du délit prévu par l’article 270 bis (association avec finalité de terrorisme et subversion de l’ordre démocratique), à cause de la conception, de l’impression et la diffusion, aussi par des moyens numériques et informatiques, du journal anarchiste Vetriolo, ainsi que pour des tags sur des murs au contenu considéré comme outrage et incitation, en plus d’un cas de dégradations d’un bien appartenant à autrui. De plus, ils sont inculpés en vertu de l’art. 414 (provocation aux crimes et délits), pour la rédaction et la diffusion de communiqués au contenu incitant à la perpétration de délits contre la personnalité de l’État, avec finalité de terrorisme et de subversion de l’ordre démocratique.

En plus de cela, deux sites internet de contre-information sont fermés : roundrobin.info et malacoda.noblogs.org [note d’Attaque, du 17/11 : en fait les deux sites ne sont pas joignables depuis l’Italie ; tout est ok depuis d’autres pays ou si on utilise Tor], car considérés comme une circonstance aggravante du délit de provocation aux crimes et délits (par le moyen d’un instrument numérique).

L’enquête commence en 2016, à Milan, aux débuts de l’expérience du journal, et elle est ensuite transférée dans les mains du parquet de Perugia, jusqu’à aujourd’hui ; elle passe en revue le contenu des articles de propagande anarchiste, qui sont déclarés comme dangereux pour leur efficacité communicationnelle et à cause de la diffusion de l’idée radicale.

Il ne s’agit pas d’une attaque contre la liberté de presse et de pensée. L’État fait son travail de contrôle et de gestion de l’ennemi interne, afin de maintenir son autorité, et les publications qui affirment résolument des contenus d’un certain type, sapant ses intérêts, sont clairement prises pour cible, comme cela est toujours arrivé le long de l’histoire. Dans le régime démocratique et technocratique actuel, caractérisé par un tournant autoritaire, ce qui est « permis Â» reste confiné entre les limites du maintient des profits économiques et de la production et consommations capitalistes. Comme cela est évident lors des manifestations de rue qui, ces jours-ci, expriment leur opposition aux impositions politiques-sanitaires, la limite de ce qui est licite est définie par les institutions et la limite de la liberté de protester est de plus en plus réduite. Ceux qui assument publiquement de publier un journal comme Vetriolo, en donnant du soutien et de l’espace d’expression aux prisonniers et aux prisonnières anarchistes et révolutionnaires, sont conscients du fait que la répression se mettra en branle, avec des enquêtes accompagnées par des titres à sensation dans les médias. Mais ce n’est pas pour cela que nous allons nous plaindre d’un manque des libertés démocratiques d’expression et de presse, qui de facto n’ont jamais existé, encore moins aujourd’hui.

Les enquêteurs allèguent que ce qui détermine le délit défini par l’article 414 est l’efficacité du message. Du coup, en plus du contenu lui-même, c’est quand celui-ci peut être reçu, donc encore plus lors de périodes de tension sociale, c’est-à-dire quand un certain type de contenus sont plus largement partagés.
On remarque une distorsion dans le récit flicquesque, à savoir le fait qu’un rapport immédiat et direct de cause à effet caractériserait la propagande et l’action. Il s’agit là d’une simplification banale. Les idées anarchistes ont fait leur chemin au sein de la société, lors de différentes époques historiques et de différentes façons, elles ont motivé les actes individuels et collectifs, les gestes anarchistes ont caractérisé les luttes pour la libération des opprimés, en éclairant les pensées dans un rapport de réciprocité et d’assemblage ; il ne s’agit pas d’un rapport statique de causalité, compréhensible par les codes interprétatifs de la Jurisprudence.

Comme prévisible, l’espace anarchiste « Circolaccio Â», à Spoleto, est criminalisé, décrit comme le siège de l’association. L’activité favorisée par ce lieu, aussi lors des confinements, comme les nombreux moments de lutte contre le gazoduc Snam, les discussions contre le Pass sanitaire et les politiques des patrons, les analyses sur la crise au Moyen Orient, a sûrement incité l’esprit critique et encouragé la libre pensée, c’est pour cela qu’elle est considérée comme potentiellement dangereuse.

Un des aspects les plus évidents de cette affaire, après la fermeture d’espaces et la tentative de démanteler journaux et sites internet anarchistes, est la persévérance avec laquelle l’État met en œuvre sa coercition vindicative à l’encontre des prisonnier.e.s qui gardent vivante leur idée anarchiste et révolutionnaire. Son engagement constant dans la tentative d’isoler les compas emprisonné.e.s et de pousser à la désolidarisation en sont la démonstration. Dans cette affaire, ils ont imposé une mesure de détention préventive à Alfredo Cospito, qui est déjà en prison depuis 2012 : une punition qui essaye de décourager ses convictions, un avertissement aussi pour tou.te.s les prisonnier.e.s qui, loin des logiques de prise de distances des idées et des pratiques anarchistes, gardent leur dignité, leurs convictions et leur détermination vitale.

Il y a eu, récemment, d’autres tentatives sournoises dans ce sens, contre des compas anarchistes, comme par exemple la notification d’une nouvelle inculpation pour 270 bis à Anna, dans la prison de Messine, en février 2021, fondamentalement parce que les matons ont perdu un disque dur externe, lors de son transfert vers cette prison.

Il est évident que les personnes qui donnent leur vie pour l’anarchisme et continuent à garder leurs positions donnent encore et encore une gifle en plein visage au pouvoir. L’intransigeance de notre compagnon Alfredo est prise pour cible, dans la tentative de le faire taire, l’inculpant du délit définit par l’article 414 pour un texte envoyé à la rencontre anti-carcérale qui a eu lieu à Bure en mars 2020, pour un texte pour une assemblée anti-carcérale de juin 2019 à Bologne, et pour le livre-entretien « Quelle internationale ? ».

Nous réaffirmons notre solidarité et notre proximité avec notre compagnon Alfredo.

Nous exprimons notre proximité avec tou.te.s les personnes sous enquête.

Le pouvoir pourra toujours réprimer et emprisonner les individus réfractaires à l’autorité, mais le démon de la révolte continuera à tourmenter les rêves de paix sociale.

La guerre sociale est déclenchée, entre l’État, le capitalisme et leurs ennemis…

La lutte continue !

Quelques inculpé.e.s et compas solidaires

[Depuis attaque.noblogs.org].


¿La Sibilla prevee tormenta?

En la madrugada del 11 de noviembre se han realizado numerosos registros en diversas ciudades italianas y notificadas a 6 compañeros medidas cautelares: en prisión para Alfredo, bajo arresto domiciliario para Michele, obligación de residencia y tres firmas semanales para otros cuatro compañeros.

Los compañeros son indiciados del delito del art. 270 bis (asociación con fines de terrorismo y subversión del orden democrático) por la ideación, la edición, la impresión y la difusión, también con herramientas informáticas y telemáticas, del periódico anarquista «Vetriolo» y por la realización de pintadas murales de contenido considerado ultrajante y instigador y de un episodio de daño. Además están acusados de art. 414 (instigación a delinquir), por la elaboración y difusión de comunicados con contenido instigador a la comisión de delitos contra la personalidad del Estado, con fines de terrorismo y subversión del orden democrático.

Además de esto, vienen oscurados dos páginas web de contrainformación, roundrobin.info y malacoda.noblogs.org, por consideradas un agravante sobre el delito específico de instigación (a través de una herramienta digital).

La investigación se inicio a partir del año 2016 en Milán, desde el inicio de la experiencia editorial del periódico, luego pasa a la procura de Perugia hasta hoy, y revisa el contenido de los artículos de propaganda anarquista que vienen declarados peligrosos por su eficacia comunicativa y por la difusión de la idea radical.

No es un ataque a la libertad de prensa y de pensamiento. El Estado hace su trabajo de control y gestión del enemigo interno para mantener su autoridad, y las publicaciones que afirman con firmeza un cierto tipo de contenido que minan sus intereses vienen claramente atacados, como siempre ha sido en la historia. En el actual régimen democrático y tecnocrático caracterizado por un giro autoritario, lo «concedido» permanece confinado dentro de los límites del mantenimiento de los beneficios económicos y capitalistas de la producción y del consumo. Como resulta evidente en las plazas del actual disenso a las imposiciones político-sanitarias, el límite de lo lícito viene definido por las instituciones y el límite de la libertad de protesta se hace cada vez más estrecho.

Quien asume a cara descubierta de publicar un periódico como «Vetriolo», dando apoyo y voz a los prisioneros y a las prisioneras anarquistas y revolucionarixs es consciente del hecho que la represión seguirá sus pasos, con investigaciones sazonadas con tonos sensacionalistas. Pero no por esto lamentaremos falta de libertades democráticas de expresión y de prensa, que en los hechos nunca han existido y hoy todavía menos.

Los investigadores argumentan que a determinar el delito 414 sea la eficacia del mensaje. Entonces, más allá del contenido en sí mismo, cuánto este pueda ser percibido, y por lo tanto más en los períodos de tensión social, o sea cuando un cierto tipo de contenido vienen mayormente compartido.

Una distorsión se revela desde la narrativa esbirresca, es decir, aquella según la cual una relación inmediata y directa de causa-efecto caracteriza la propaganda y la acción. Ésta es una simplificación banal. Las ideas anarquistas se han abierto paso en la sociedad, en diferentes períodos históricos y de diferentes formas, han animado los actos individuales y colectivos, las gestas han caracterizado las luchas por la liberación de los oprimidos, iluminando los pensamientos en una relación de reciprocidad y unión, no una estática relación de causalidad decodificable por los códigos interpretativos de la Jurisprudencia.

Como de guion, viene criminalizado el espacio anarquista «Circolaccio» de Spoleto, definido como la sede organizativa de la asociación. Seguramente la actividad impulsada por el espacio, incluso en tiempos de cierres, las numerosas citas de lucha contra el gasoducto Snam, las discusiones contra el pase verde y las políticas patronales, los análisis sobre la crisis en el oriente medio siempre han estimulado el espíritu crítico y alentado el pensamiento libre, y por esto considerados potencialmente peligrosos.

Uno de los aspectos más evidentes de esta investigación, después del cierre de los espacios y el intento de desmantelamiento de los periódicos y de las páginas anarquistas, es aquello de la perseverancia con la cual el Estado perpetra su coacción vengativa sobre lxs prisionerxs que mantienen viva su idea anarquista y revolucionaria. El constante compromiso que aplica en el intento de aislar a lxs compañerxs aprisionadxs y promueve la desolidarización es la demostración. En esta investigación, viene aplicada la medida de prisión preventiva para Alfredo Cospito, ya en prisión desde el 2012: una punición en un intento de desalentar sus convicciones, también como una advertencia para todxs lxs prisionerxs que, lejos de las lógicas de distanciarse de las ideas y practicas anarquistas, mantienen la dignidad, convicción y vital determinación.

Otros han sido los suddolos intentos hechos recientemente contra lxs compañerxs aprisionadxs y en este sentido, como la notificación en la prisión de Messina de un nuevo 270 bis a Anna Beniamino en febrero del 2021 sustancialmente por la pérdida por parte de la policía de la prisión, de un disco duro durante su traslado hacia la prisión.

Está claro que quien da su propia vida por el anarquismo y continúa a mantener sus posiciones da una torta al poder y continúa haciéndolo. La intransigencia del compañero Alfredo viene atacada en el intento de silenciarlo, incriminándolo del delito 414 por una contribución enviada a la iniciativa anticarcelaria celebrada en Bure en marzo del 2020, una contribución enviada para una asamblea anticarcelaria de junio del 2019 en Bolonia, y por la entrevista del libro-entrevista «¿Cual International?».

Reiteramos una vez más nuestra solidaridad y cercanía con nuestro compañero Alfredo.

Expresamos nuestra cercanía a todxs lxs investigadxs.

El poder podrá reprimir y encarcelar a los individuos refractarios a la autoridad, pero el demonio de la revuelta seguirá atormentando sus sueños de paz social.

La guerra social está abierta, entre el Estado, el capitalismo y sus enemigos…

¡LA LUCHA CONTINÚA!

Algunxs investigadxs y compañerxs solidarixs

[Tomado de es-contrainfo.espiv.net].




Fonte: Malacoda.noblogs.org