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“Siamo stanchə e siamo arrabbiatə ma siamo lucidə e consapevoli”, è il messaggio lanciato dalla manifestazione che si è svolta ieri, con concentramento a porta Galliera, dopo il pestaggio di Palermo: “Manca un vero contrasto a questa violenza sistemica che non possiamo accettare. Ci vogliamo vivə, se toccano unə toccano tuttə”.

05 Giugno 2021 – 12:24

Una “slut walk transfemminista” per dire: “Non più un’aggressione senza risposta!”. L’iniziativa, con appuntamento nella serata di ieri a porta Galliera, è stata organizzata (dopo l’aggressione registrata pochi giorni fa a Palermo) dal Laboratorio Smaschieramenti insieme a Free-k Pride di Torino, alla Magnifica occupata di Firenze e al Pride off di Rimini e rilanciata sui social anche da altre realtà cittadine come Non Una Di Meno, Mujeres Libres, B-Side Pride e Laboratorio Cybilla. “Frocie transfemministə butch lesbiche trans, favolə pansex, unicorni asessuali, cagne maledette e porche assassine. Hackeriamo lo spazio pubblico, vogliamo tutto. Anche a Palermo, se toccano un* toccano tutt*”, viene affermato nell’appello fatto circolare per lanciare la slut walk: “Siamo stanchə siamo arrabbiatə ma siamo lucidə e consapevoli. Come froce trans butch bisessuali lesbiche e transfemministe non possiamo più aspettare, abbiamo bisogno di vivere e desideriamo farlo pienamente e autodeterminatə. Lə nostrə compagnə sono statə aggreditə nel pieno centro di una grande città di questo paese, Palermo, la sera del 29 maggio 2021, in mezzo alla folla. Una di noi ha una prognosi di 25 giorni perché l’ignoranza e l’emarginazione promosse da questo sistema eterosessuale e patriarcale colpiscono a bottigliate in faccia”.

Scrive ancora Smaschieramenti: “Basta un ‘atteggiamento’, basta solo esistere e attraversare gli spazi per diventare target di violenza verbale e fisica, target di un’intolleranza che non tolleriamo più. Allə nostrə compagne era già stato detto di allontanarsi da un ristorante perché ‘i bambini vi vedono’… e qualche ora dopo l’aggressione da parte di giovani ragazzi. Questi due episodi dimostrano con estrema evidenza che togliere le nostre vite dalla visuale dei ‘bambini’ altro non può fare se non creare dei giovani violenti. Anche per questo stiamo scendendo in tutte le piazze da un anno per dire #moltopiudizan. Perché non crediamo che la soluzione sia alimentare la spirale della violenza con ulteriore esclusione sociale di chi probabilmente non ha avuto l’opportunità di riflettere e di avere strumenti educativi tanto da convincersi di poter agire violenza omolesbobitransfobica per le strade. Noi crediamo che manchi un vero contrasto a questa violenza sistemica che non possiamo accettare. Ci vogliamo vivə, se toccano unə toccano tuttə”.




Fonte: Zic.it