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L’amministrazione deve “cominciare a confrontarsi, faccia a faccia, con chi questo lavoro lo fa”, esorta dal presidio l’Adl Cobas, lanciando l’idea di una “Carta dei diritti” ad hoc. L’Sgb Coop sociali, intanto, affronta la situazione delle/i lavoratrici dei servizi 0-18 dell’area metropolitana e delle/i educatrici/ori in appalto alle prese con il “buco nero” estivo.

10 Giugno 2022 – 17:56
(foto Agenzia Dire)

Presidio e assemblea aperta alle/i lavoratrici/ori del sociale, stamattina, davanti a Palazzo D’Accursio: questo per “chiedere al Comune di cominciare a confrontarsi, faccia a faccia, con chi questo lavoro lo fa, e trovare soluzioni per migliorare sia il salario che le condizioni! Basta costruire il welfare sulla pelle di operatrici ed operatori!”, rivendica l’Adl Cobas che ha promosso l’iniziativa. “Il lavoro nel sociale e nel welfare non è mai stati un lavoro semplice, lo sappiamo. Ultimamente però- spiega il sindacato- sta diventando un lavoro impossibile da fare. Difatti il settore, che va dallo scolastico in tutti i gradi, all’accoglienza, alla grave emarginazione adulta, sta continuando ad avere una fuga di professionalità data dalle condizioni di lavoro spesso insostenibili e da uno stipendio che, a seguito anche dell’inflazione che nell’ultimo anno c’è stata, soprattutto nella città di Bologna, non è per niente adeguato alla mole di lavoro che dopo due anni di Covid è solo che aumentato. Ccnl scaduto nel 2019, straordinari non pagati e abuso della bancaore, tempo di vita regalato ai beneficiari, obbligo di tenere sempre il telefono acceso, notti passive passate nelle comunità quasi a costo 0, nessun aiuto psicologico per operatori e operatrici. Nel mentre Comune, Asl, Regione, attraverso le proprie aziende di servizi alla persona, hanno esternalizzato tutti i servizi, costruendo bandi sempre più a ribasso, portando con orgoglio la ricchezza del welfare bolognese. Ricchezza che sta solo nelle tasche di chi esternalizza, alla faccia di lavoratrici e lavoratori pagati una miseria”. Grazie al presidio, una delegazione dell’Adl ha potuto incontrare l’assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo: da parte sua “c’è stato un buon riscontro” e sembra esserci “una buona intesa” sulle azioni da mettere in campo in futuro “sui bandi e sulla costruzione di una Carta dei diritti del lavoratore sociale, idea che all’assessore è piaciuta”, riferisce la sigla sindacale. Per quanto riguarda la questione salariale, tema che “va risolto nell’immediato, perché non si possono aspettare i nuovi bandi”, l’Adl riferisce che da Rizzo Nervo “non è arrivata una risposta immediata, che del resto non poteva esserci”, ma c’è stata “una presa in carico delle nostre richieste, con l’impegno di riportarle al sindaco Matteo Lepore”.

L’Sgb coop sociali, invece, dà conto di un’assemblea sindacale delle/i lavoratrici/ori dei servizi 0-18 (infanzia e integrazione scolastica) della Città metropolitana, gestiti dalla cooperativa Società Dolce, a cui hanno preso parte circa 100 addette/i. “L’argomento discusso è stato l’accordo firmato in data 16 maggio 2022 dai sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla banca ore e mensilizzazione nel settore 0-18. Un accordo trattato in gran segreto tra le parti firmatarie, in un tavolo aziendale nel quale sia Sgb che le sue Rs (Rappresentanze sindacali aziendali) non sono mai state convocate, agendo pertanto un grave comportamento antisindacale a cui intendiamo dare una risposta. Ma la cosa più grave e più antidemocratica è il non aver coinvolto nella discussione i lavoratori e lavoratrici a prescindere dalla sigla a cui sono iscritti o non sono iscritti, poichè si vedranno applicare un accordo già firmato di cui non hanno nemmeno ricevuto copia scritta, ma solo una parziale informazione, attraverso poche selezionate assemblee dedicate esclusivamente a loro ‘iscritti e simpatizzanti’… Peccato che l’accordo valga per tutti”. Per l’Sgb ci sono diversi punti che potranno “peggiorare la qualità di vita e di lavoro del personale addetto a questi servizi. Le stesse problematiche sono state esposte alla cooperativa, che ci ha convocati tardivamente in data 26 maggio 2022, dopo le nostre esplicite e ripetute richieste, ma alle quali non hanno dato alcuna risposta”. Uno dei temi sollevati dal sindacato:  “Come verranno gestite le chiusure per assenze del minore, per neve, per elezioni, per scioperi di altri settori personale statale/comunale), per riscaldamenti rotti, per mancanza di elettricità, per calamità naturali (terremoto)? Che effetto produrranno nella banca ore? A settembre cosa avverrà a coloro che hanno contratti di 18 ore con variazione annuale molto più alta? Come verranno mensilizzati questi lavoratori? Verranno retribuiti soltanto per l’effettivo monte ore contrattuale, mettendo il resto delle ore lavorate in banca ore?”. Dopo ampia discussione, “l’assemblea quindi ha votato e detto no in maniera forte e chiara all’accordo distribuendo il testo a chi ne ha fatto richiesta. Inoltre e è stata proposta un’altra assemblea da svolgere in presenza allo scopo di ampliare e discutere la conoscenza dei contenuti dell’accordo e decidere eventualmente quali azioni attuare per contrastarlo. L’assemblea si svolgerà in presenza a Castel Maggiore nel parco di via Lirone (adiacente al PalaTenda) il giorno 27 giugno dalle ore 15,30 alle ore 18 (con uscita dai servizi alle ore 15,30 e inizio dell’assemblea alle ore 16)”.

Sempre l’Sgb Coop sociali, infine, affronta il tema dell’estate che attende educatrici/ori in appalto che lavorano per Orsa e Quadrifoglio: “Dal Comune nessuna apertura e le cooperative mettono in discussione la garanzia dello stipendio nei prossimi mesi”. Scrive il sindacato: “Come tutti periodi di chiusura della scuola l’estate resta un buco nero per educatrici e educatori che nelle scuole di Bologna lavorano per l’integrazione e l’autonomia scolastica. Ad ottobre 2021, quando la Giunta Lepore si insediò in questa città come SGB facemmo una richiesta di apertura di tavolo sull’appalto scolastico, un appalto che è considerato il più grande d’italia per esborso economico, 64.751.024,80 di euro. La richiesta di Sgb è quella di ragionare , conti alla mano, quanto sia conveniente alla cittadinanza l’esborso di una cifra così importante esternalizzando un servizio pubblico e costringendo le centinaia di lavoratori e lavoratrici a lavorare malpagati per una gestione che di fatto è a cottimo. Oggi ci ritroviamo a discutere di come mettere una pezza nei mesi estivi alle buste paga delle lavoratrici, le cooperative che gestiscono il servizio propongono rattoppi a dir poco discutibili”.




Fonte: Zic.it