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“Siamo madri disperate. Alcune di noi si sono licenziate perchè non riescono ad andare avanti”. Oggi presidio organizzato dai Si Cobas davanti alla Prefettura: “Ai tempi del Covid le donne pagano ancora una volta il prezzo più alto e tutto questo avviene nel silenzio più totale delle istituzioni”.

02 Dicembre 2020 – 18:37

“Per noi, donne e madri la situazione è insostenibile”. Lanciando questo messaggio stamattina le lavoratrici in appalto per il colosso Yoox-Net a porter hanno protestato davanti alla Prefettura nel corso del presidio promosso dai Si Cobas: sono le dipendenti di Lis group, azienda subentrata in appalto dopo il fallimento della cooperativa Mr.Job (uscita di scena senza pagare Tfr e ultime spettanze). “Siamo madri disperate. Alcune di noi si sono licenziate perchè non riescono ad andare avanti- racconta una lavoratrice- ci hanno fatto turni notturni, e anche la mattina troppo presto. Si inizia alle 5 di mattina, ti devi presentare sul posto di lavoro, alle 23 di sera arrivi a casa”.

Il 2020 porta con sé “una pandemia che insieme alle terribili conseguenze sanitarie ha un costo sociale altissimo- scrivono i Si Cobas- e ancora una volta a farne le spese maggiori saranno le classi sociali più indigenti, le categorie più esposte alla precarietà, le donne. I padroni approfittano di questo periodo per attaccare i diritti e le conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici e cosi alla Yoox vengono stabilite nuovi turni e viene cancellato il turno centrale. La ragione si richiama all’emergenza sanitaria, tuttavia l’azienda fa sapere che cessato il momento transitorio solo in poche potranno riacquistare i propri turni. In molte decidono di licenziarsi da sole non riuscendo più a coniugare il già complicato equilibrio tra esigenze di cura e lavoro, e costrette a richiudersi nelle loro case, espulse dal mercato del lavoro. Lo scenario che abbiamo davanti agli occhi è evidentemente complicatissimo: le scuole chiuse, i figli da gestire, i mariti in cassa di integrazione, la necessità di lavorare, congedi offerti al 30% o al 50%, la paura di ammalarsi e di contagiare i propri cari. Intanto il lavoro aumenta, l’e–commerce in questo tempo viaggia veloce, i profitti raddoppiano, ma il colosso del fashion on line Yoox Net–a–porter, nei suoi appalti massimizza l’efficienza produttiva, riducendo le pause durante l’attività lavorativa. Allo stesso modo Yoox pretende che alla richiesta di ferie e di permessi venga aggiunta una spiegazione personale, in modo da poter giudicare se le ragioni siano giustificate o meno per poi eventualmente concedere l’approvazione, arrogandosi in questo modo la decisione di scegliere chi ha diritto e chi no. Ai tempi del Covid le efficienze produttive dell’e-commerce pesano sulle vite di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Ai tempi del Covid le donne pagano ancora una volta il prezzo più alto. Tutto questo avviene nel silenzio più totale delle istituzioni, che se fino ad ora hanno fatto la gara a chi apriva più velocemente e in maniera maggiore ogni tipo di attività, oggi fanno finta di non sentire le ragioni di chi paga maggiormente la crisi e di non vedere come i pacchi, i vestiti siano più importanti della vita e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Ai tempi del Covid le donne del Si cobas ancora una volta sono pronte a lottare”.




Fonte: Zic.it