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Presidio e corteo, passaggio in Prefettura e pacchi lasciati sotto l’albero natalizio al Nettuno: “Essere ascoltate oggi è un piccolo passo avanti visto che non ci ascolta la Yoox, non ci ascoltano le istituzioni, non ci ascoltano i dirigenti. Non siamo lavoratrici di categoria B o C, senza di noi i vestiti non si comprano”.

12 Dicembre 2020 – 18:26

Torna in piazza la rabbia delle lavoratrici della Lis group, ex Mr.Job, impiegate nel logistica che sta dietro alla vetrina scintillante della Yoox. Oggi si è svolto il presidio in piazza Nettuno lanciato con il sostegno di numerose realtà cittadine, oltre che delle centinaia di adesioni raccolte rapidamento dall’appello lanciato nei giorni scorsi per esprimere solidarietà alla lunga e dura vertenza delle operaie. Il presidio si è poi trasformato in un corteo per le strade del centro città.

“Le controparti aziendali e istituzionali hanno opposto un muro di gomma. Il business della logistica digitale che ha accumulato sempre più profitti sfruttando la pandemia, deve andare avanti come se niente fosse. Ma anche la determinazione delle operaie Yoox va avanti con forza e senza paura”, hanno scritto i Si Cobas promuovendo la manifestazione. “L’azienda le mette di fronte all’alternativa tra essere donne e madri, o lavorare. La loro risposta è chiara: Yoox vergogna! noi non ci stiamo e continueremo a lottare per noi e per tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno subiscono ricatti razzisti e sessisti dentro e fuori i posti di lavoro!”, scrive il Coordinamento Migranti.

“Grazie a tutte le persone che sono qui e ci sostengono, nonostante il tempo e la pioggia, non è facile. Essere ascoltate oggi- dice al microfono una delle lavoratrici in piazza- è per noi un piccolo passo in avanti visto che non ci ascolta la Yoox, non ci ascoltano le istituzioni, non ci ascoltano i nostri dirigenti. E’ da un anno che portiamo in piazza le nostre problematiche, vogliamo i nostri diritti e i nostri soldi”. Continua la lavoratrice: “Noi arriviamo da un’azienda in fallimento, che ha chiuso a dicembre del 2019 e non abbiamo avuto il Tfr, non abbiamo avuto nessuna liquidazione, non hanno chiuso i conti con noi in nessuna maniera. Non abbiamo le ferie pagate, abbiamo le maternità in sospeso e abbiamo i congedi non pagati. In un anno dall’azienda che ha chiuso non abbiamo visto un euro. Le persone dicono ‘come mai siete oggi in piazza?’… Questo è un nostro grido d’aiuto, perchè nessuno fino ad oggi ci ha riposto. Abbiamo chiesto a Yoox di pagarci quello che ci doveva a gennaio del 2020, ma fino ad oggi nessuna risposta, nessuno che viene a parlare con noi. Adesso hanno iniziato a parlare tramite i giornali, dicono che loro non c’entrano niente con noi perchè lavoriamo negli appalti e non siamo direttamente loro dipendenti, dicono che i loro dipendenti son trattati benissimo, mettono le loro foto seduti al tavolino davanti al computer, però si dimenticano una cosa: noi, le persone che lavorano nei loro appalti della logistica, siamo molto importanti anche per loro, perchè senza di noi un fotografo non scatta le foto alle modelle, non mettono i vestiti sul sito della Yoox e nessuno li compra. Questi vestiti, voi che siete qui presenti, non li potete comprare senza che una persona della logistica li mette nei pacchi e li spedisce”.

> L’intervento della lavoratrice Yoox e le foto dalla piazza (l’articolo prosegue sotto):


Ancora dall’intervento della lavoratrice: “Ci devono trattare alla pari, non come lavoratori di categoria A e lavoratori di categoria B o C o ancora più sotto. Vogliamo essere trattate allo stesso livello, perchè ce lo meritiamo, non siamo qualcosa di meno. Vorrei anche aggiungere che i lavoratori Yoox hanno i buoni pasto che a noi vengono negati, ci hanno detto che noi non ce li meritiamo, che non siamo pronte. Ci sono anche queste differenze, proprio a livello economico. E le differenze di questo genere davvero sono tantissime. Per questo siamo arrabbiate, indignate e vogliamo ottenere i nostri diritti!”.

(l’articolo prosegue sotto le foto)

In piazza con le lavoratrici Yoox!

Il corteo ha raggiunto la Prefettura e, a seguire,  l’albero natalizio allestito in piazza Nettuno: lì “le lavoratrici e le solidali hanno deciso di sottoporre le proprie richieste- racconta il Laboratorio Crash– tramite quei pacchi che ogni giorno si impegnano a produrre ma per i quali non ricevono né tutele né garanzie per una vita dignitosa! La mobilitazione è appena cominciata e questo sciopero sarà la nostra lotta! O vittoria o vittoria!”.




Fonte: Zic.it