Novembre 15, 2022
Da Radio Blackout
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Lo scontro tra Francia ed Italia sul divieto di sbarco alle navi delle ONG che soccorrono in mare i migranti è culminato con la decisione francese di chiudere le frontiere con l’Italia, schierando 500 gendarmi ed effettuando controlli ossessivi sui confini. A Ventimiglia ogni giorno ci sono code lunghissime perché ogni auto viene fermata ed ispezionata minuziosamente.
A far le spese di questa guerra, che si traduce in un rimpallo di esseri umani, sono ovviamente le persone che cercano di passare il confine con la Francia, senza i documenti che l’Unione Europea impone a profughi e migranti.
Per capirne di più, facendo il punto sulla situazione alla frontiera della Val Susa, ne abbiamo parlato con una compagna del Rifugio autogestito di Cesana, che ci ha raccontato che a Claviere non si sono create code alla frontiera, poco frequentata in bassa stagione turistica. Il controllo si è comunque intensificato dopo l’accordo italo-francese che consente pattugliamenti congiunti tra gendarmeria francese e forze di polizia italiane.
La situazione, come ogni anno con l’arrivo del freddo e della neve, non è facile per chi prova a passare il confine, subendo spesso numerosi respingimenti.
Durante un respingimento in settembre, tre persone, per la prima volta, oltre alle consuete violenze verbali, hanno subito attacchi pesanti fisici.
Cruciale è quindi il rifugio autogestito di Cesana, dove le persone in viaggio trovano un luogo autorganizzarsi liberamente, e dove grazie alla solidarietà di tante persone di ogni dove possono trovare abiti, cibo, bende per curare geloni e ferite.
Il rifugio che si trova in via Armand 18 a Cesana (le indicazioni di google portano altrove, ma  basta seguire i murales). Lì serve sempre qualcuno disponibile a passarci qualche ora o qualche giorno o soltanto che porti scarponi, zaini, sciarpe, cappelli, medicine di primo soccorso, cibo.
La solidarietà è un’arma potente.

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org