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Racconta l’Adl Cobas: in un palazzo del centro “camere doppie e triple senza finestre, con gravi problemi di umidità” tanto che chi ci abita si ritrova “con lenzuola e vestiti continuamente bagnati”, mentre in cantina spunta “un vero e proprio bene di lusso”. Il sindacato riferisce di aver segnalato la situazione a Comune e Ausl.

09 Luglio 2022 – 11:38

I problemi di umidità denunciati dalle/gli inquiline/i di alcuni appartamenti affittati in pieno centro storico? Sarebbero collegati ad una vera e propria piscina sotterranea realizzata dal proprietario del palazzo. A raccontare la vicenda è l’Adl Cobas, con un video girato proprio a bordo vasca e poi diffuso pubblicamente. “Abbiamo ricevuto delle segnalazioni da parte delle inquiline e degli inquilini che vivono in ambienti non sani”, spiega un attivista dell’Adl nel video, poichè si tratta di “camere anche doppie e triple senza finestre, con gravi problemi di umidità” tanto da ritrovarsi “con le lenzuola e i vestiti continuamente bagnati. Segnalato questo al proprietario, abbiamo ricevuto risposta che il problema potrebbe derivare da falde acquifere presenti nell’edificio dal 1600. Abbiamo deciso di ‘immergerci’ in questa contraddizione e abbiamo scoperto che il problema, più che una falda acquifera, è una vera e propria piscina costruita nel sottosuolo. Abbiamo deciso di rendere pubblica questa situazione e abbiamo segnalato il problema anche al dipartimento Politiche abitative e all’Ausl perchè intervengano”: la situazione descritta provoca “gravi problemi per la salute psicofisica degli abitanti” e “riteniamo non sia possibile che vengano affittate queste stanze anche a 300, 400 o 500 euro con questi problemi”. Il proprietario dell’edificio “con il ricavato degli appartamenti che affitta si è costruito un vero e proprio bene di lusso a scopo privato e abbiamo deciso di rendere pubblica questa situazione- continua l’Adl- perchè il centro storico di Bologna è diventato invivibile per tante persone, tra cui studenti e studentesse, a causa del proliferare indiscriminato di Airbnb e l’unica risposta sono campus con singole a mille euro o abitazioni in cui, come questa, non è possibile abitare”. Il Comune ha fatto sapere di essere al lavoro per verificare la segnalazione fatta dal sindacato di base.




Fonte: Zic.it