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L’egoismo cui fa riferimento Stirner, tuttavia, non va inteso nel senso
più comune e basso del termine, ma proprio nel senso di una nuova consapevolezza
individuale: la consapevolezza di essere padroni di se stessi e di poter disporre
liberamente delle proprie facoltà e potenzialità, senza dover rendere conto a qualche
presunto valore universale che abbia la pretesa di porsi come ideale verso cui gli
individui dovrebbero aspirare. Inoltre, la consapevolezza dell’egoismo, che consiste
poi nella consapevolezza della propria unicità, del proprio essere in-fondati, del
non avere un’essenza umana da realizzare, una volta generalizzata, porterebbe secondo
Stirner a una condizione che definisce di uguale disuguaglianza, dove ogni singolo
individuo, oltre a essere consapevole della propria unicità, è consapevole anche
dell’unicità di ogni altro singolo individuo, di modo che si arriverebbe a riconoscere
a tutti gli individui un uguale valore assoluto. In questo senso, l’egoismo di Stirner
si configura quale nuovo paradigma esistenziale alternativo a quello idealistico;
un paradigma per il quale i rapporti tra individui non saranno più di tipo gerarchico,
cioè rapporti obbligati di sfruttamento, ma saranno rapporti caratterizzati dal
reciproco interesse, dalla libera scelta, rapporti diretti, cioè non mediati da
alcuna presunta idea superiore, prima fra tutte l’idea di Dio e dello Stato. Solo
in questo modo, secondo Stirner, potranno darsi le condizioni affinché ogni singolo
individuo possa sviluppare le proprie potenzialità e si raggiungeranno i presupposti
per una vita che non sia più di tipo rinunciatario, alle dipendenze di un qualsiasi
ideale, ma che sia invece libera e gioiosa. Rispetto a quest’ultimo punto, anche
se non mancano alcune indicazioni, Stirner non fornisce istruzioni concrete su come
dovrà configurarsi tale nuovo modello di vita, e non lo fa proprio perché non si
ha a che fare con un modello: il suo infatti non è un progetto politico né una nuova
utopia, ma tematizza solamente un diverso modo di intendere le relazioni tra individui,
vale a dire in modo appunto non più gerarchico ma orizzontale, di reciprocità. In
questo senso il valore ancora del tutto attuale di quest’opera risiede nel fatto
che la sua critica al sistema idealistico, cioè a un sistema di valori ritenuti
fondamento dell’esistenza, può benissimo essere applicata a qualsivoglia ordinamento
politico e sociale, con tutte le implicazioni che tale critica comporta. e inoltre,
allo stesso tempo, quest’opera suggerisce la possibilità di un’alternativa, un’alternativa
tutta da costruire, ma che a ogni modo può sempre fungere da orizzonte, in modo
da orientare le nostre scelte.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com