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La Rete dei Comitati genitori scrive a Governo, Regione Emilia-Romagna, Associazione dirigenti scolastici e Ufficio scolastico regionale: “Riaprite le scuole in sicurezza il prima possibile”. Tra le proposte: un piano di vaccinazione “efficiente e tempestivo” per tutto il personale scolastico e uno screening con tamponi rapidi messi direttamente a disposizione delle scuole.

02 Marzo 2021 – 11:01

di Rete dei Comitati genitori delle scuole della Città metropolitana di Bologna

Alla cortese attenzione
Ministro della Salute, Roberto Speranza
Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi
Presidente Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini
Presidente dell’Associazione Nazionale dei Dirigenti Scolastici, Paolino Marotta
Direttore generale Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, Stefano Versari

Lettera aperta sulla chiusura delle scuole di Bologna dall’1 marzo 2021

Gentilissimi,

siamo noi: i Genitori.

I padri, le madri, le famiglie dei bambini e dei ragazzi che da lunedì prossimo (ieri, ndr) non potranno andare a Scuola per “l’aggravarsi dei rischi di contagio” inerenti alla pandemia in corso. Siamo quelli che venerdì 26 febbraio hanno manifestato in piazza Maggiore a Bologna, quelli che scrivono i post sui social, ma anche quelli silenziosi, quelli che non protestano, quelli che si stanno organizzando, quelli che non sanno come organizzarsi, quelli che hanno il Covid, quelli che non l’hanno, quelli che l’avranno, quelli che lavorano, quelli che sono disoccupati, siamo i Genitori che hanno studiato e quelli che non l’hanno fatto: siamo noi. Dagli svariati orizzonti delle nostre diversità, siamo i Genitori degli Alunni e Studenti che dal 24 febbraio 2020 non sono più andati a Scuola o che in parte ci sono tornarti solo molti mesi dopo, ci siamo tutti e guardiamo nello stesso modo quello che sta accadendo: con sgomento. Facciamo un passo indietro: settembre 2020, la riapertura delle scuole. Con grande attenzione ed una certa apprensione, abbiamo visto i nostri figli rientrare in aula. Abbiamo scoperto che le nostre scuole erano preparate, attrezzate, consapevoli, responsabili. Un imponente lavoro di squadra tra Famiglie, Docenti, Dirigenti Scolastici ha consentito ai nostri figli – in maggior misura per i bambini e ragazzi fino alla Scuola secondaria di primo grado, ma anche per gli studenti della secondaria di secondo grado – di fruire delle lezioni in presenza e ricominciare ad imparare – nel senso più ampio del termine – in classe.

Le misure adottate nelle nostre scuole si sono rivelate adeguate oltre le aspettative, oltre le paure. Tutta la straordinaria riorganizzazione della Scuola per la ripartenza in presenza, è stata pensata non solo con la finalità di contenere i contagi, ma anche con l’obiettivo di circoscrivere quelli che, realisticamente ed inevitabilmente, vi sarebbero stati. Si sono adottate dunque misure che consentissero di intervenire negli specifici casi, senza estenderle alle situazioni che non necessitavano di intervento. E, dunque, attraverso l’isolamento delle classi colpite, il tempestivo screening dei compagni di classe, l’attivazione immediata della didattica a distanza in caso di positività accertate. Misure prese classe per classe, secondo necessità, lasciando inalterata l’attività didattica in presenza delle classi non colpite. Con ritorno alle lezioni frontali per tutti, una volta ottenuto per tutti gli alunni il certificato di fine isolamento. Un lavoro imponente che noi consideriamo vincente per molte ragioni. La prima e fondamentale è costituita dalla bassa diffusione dei contagi all’interno della Scuola: a fronte di una media nazionale, nelle scuole si ammala una percentuale inferiore degli studenti. Non mancano le criticità: il sistema di tracciamenti è in diversi casi, ancora lento, e la DDI non è stata sempre attivata con tempestività. Si tratta, tuttavia, di criticità facilmente superabili, perché sono difficoltà organizzative che, nella consapevolezza della straordinarietà ed unicità della situazione attuale, possono verificarsi. Implementare l’efficienza del sistema sotto questi aspetti sarebbe la carta vincente per una sistematica, efficiente e rapida gestione del Covid nelle scuole. Grazie a questa riorganizzazione ed ai criteri cui è ispirata, è stato consentito il contemperamento di valori di pari rango costituzionale: il diritto alla Salute ed il diritto all’ Istruzione. Con tutti i precipitati che ciò ha comportato anche sulle famiglie.

Non comprendiamo oggi la scelta di chiudere di nuovo indistintamente tutte le scuole. Non comprendiamo il metodo: al verificarsi di nuovi contagi, si prendono provvedimenti generalizzati che non tengono conto dei criteri della riorganizzazione che sino a qui, per oltre cinque mesi, hanno funzionato ed hanno permesso ad una ampia maggioranza di studenti di continuare a frequentare in presenza. Un cambio di rotta in totale contraddizione con tutto quanto di proficuo si stava facendo nelle scuole. Ci troviamo in un momento storico in cui le domande esistenziali si pongono di fronte a noi con prepotenza: cosa vuol dire per una persona “andare a Scuola”? Cosa si intende per “Istruzione” e perché è un diritto qualificato come Fondamentale? Perché è un Diritto della Persona, ma anche un Diritto della Società, e soprattutto è un Valore. Non soltanto, dunque, diritto di ricevere, immagazzinare, elaborare informazioni e nozioni, ma diritto ad avere dei Maestri, diritto a partecipare alla dimensione sociale e condivisa del sapere, diritto a scoprire le cose attraverso l’incontro e la scoperta dell’Altro, diritto alla relazione: con i pari, con i docenti. Diritto ad acquisire competenze, ad essere allenati e formati per il futuro. Diritto di stare in un micro-cosmo fondamentale che ti allena al macro, all’”infinito mare di gente” che la vita adulta riserverà ai nostri figli.

In piazza Maggiore durante la manifestazione di venerdì scorso, qualcuno ha detto: “La Scuola è la prima a chiudere e l’ultima a riaprire”. Negozi aperti e scuole chiuse. Economia versus Istruzione. Fuor di polemica, sono queste le nostre istanze. La prima: riaprite le scuole in sicurezza il prima possibile. La seconda: lavorate – lavoriamo – sulle criticità, ma senza applicare, come si sta facendo ora erroneamente, provvedimenti generalizzati che penalizzano indistintamente tutto il comparto Scuola indipendentemente dalle situazioni specifiche. Il principio di Uguaglianza di cui all’ art 3 della Costituzione, correttamente interpretato, esprime esattamente questo concetto: Trattare situazioni simili in maniera analoga e non piegare qualsiasi situazione, anche la più virtuosa, all’omologazione stereotipata di un trattamento iniquamente identico.

Ci preme ribadire ancora una volta e con forza che la sicurezza a scuola rappresenta per tutti i genitori una condizione imprescindibile al pari della qualità. Tra le criticità principali che rileviamo in questo momento ne segnaliamo alcune tra le più evidenti, con il desiderio forte di vederle risolte efficacemente il prima possibile:

– Tempi di attesa troppo lunghi per le scuole (anche 14 giorni) nel ricevere da parte del dipartimento di sanità pubblica le indicazioni sui provvedimenti da adottare quando si presenta un caso di positività in una classe. La tempestività nella predisposizione dei tamponi rapidi, della sospensione delle lezioni in presenza e attivazione della DDI sono invece determinanti; un piano di vaccinazione efficiente e tempestivo per tutto il personale scolastico. Osserviamo con interesse quanto si sta già facendo in altre regioni come la Toscana dove si sta procedendo celermente in questa direzione e ci aspettiamo altrettanto anche in Emilia-Romagna.

– Uno screening con tamponi rapidi messo direttamente a disposizione delle scuole che possa permettere di accorciare i tempi nel tracciamento e mantenere periodicamente monitorata la situazione. Non sfugge, ad esempio, quanto sta promuovendo la Germania con la diffusione di test rapidi fai da te, semplici da usare ed economici, che possono rappresentare un primo tempestivo screening di massa.

– Trasparenza dei dati relativi alla situazione dei contagi nelle scuole. Come già affermato in altre occasioni, per tutti i genitori è di prioritaria importanza avere accesso a dati chiari e puntuali sull’andamento del contagio nelle scuole. Sono informazioni indispensabili per avere una reale consapevolezza della situazione e supportare responsabilmente ogni riflessione e decisione individuale. Siamo convinti che queste informazioni andrebbero pubblicate periodicamente (con dati puntuali per ogni scuola e distinzione tra contagi interni ed esterni) e non condivise solamente a corredo delle ordinanze di chiusura.

Nel chiedere di concentrare ogni sforzo e risorsa necessaria per una ripresa al più presto delle lezioni in presenza e in sicurezza, rinnoviamo tutto il sostegno consapevole che nel nostro ruolo di Comunità Educante, possiamo esprimere. Con la certezza di una vostra attenta sensibilità a quanto sollevato, restiamo in fiduciosa attesa di un vostro solerte riscontro.




Fonte: Zic.it