Gennaio 19, 2023
Da Inferno Urbano
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Attaccati due edifici statali e una macchina della ditta Kühne Immobilien in solidarietà con Alfredo Cospito e tutti i prigionieri in sciopero della fame e con chi combatte a Lutzerath

La nostra piccola cellula di anarchici ha deciso di attaccare in segno di solidarietà con Alfredo Cospito e gli altri in sciopero della fame in tutto il mondo. L’11 gennaio, a Lipsia, abbiamo danneggiato due edifici dello Stato. Uno è l’amministrazione cittadina (Bürgerverwaltung) e l’altro è il centro “di supporto” per la criminalità giovanile. Entrambi rappresentano istituzioni che lo Stato usa per controllarci. Consideriamo lo Stato il nostro nemico che si frappone tra noi e la nostra liberazione, quindi dobbiamo attaccarlo senza sosta.

Questa sera abbiamo ragionato sul modo in cui lo Stato italiano tortura Alfredo Cospito. Seguiamo la lotta nelle carceri di tutto il mondo e abbiamo voluto sostenere anche noi chi è in sciopero della fame. I tuoi scritti e le tue azioni come parte dell’Internazionale Nera sono sempre stati molto vicini a come noi stessi intendiamo l’anarchia. Anarchia come attacco a ogni autorità senza compromessi. Continueremo a farlo finché saremo liberi!

L’11 gennaio è stato anche il giorno in cui la parte sovversiva degli attivisti di Lutzerath ha indetto una giornata di azione. Sulla via del ritorno dall’azione abbiamo visto un’auto di una delle più grandi società immobiliari di Lipsia, la “Kühne Immobilien”. In solidarietà con chi difende coraggiosamente Luetzerath abbiamo distrutto anche questa macchina. Il movimento per il clima potrebbe imparare molto dalle azioni di Cospito. Che sogno sarebbe sentire l’esplosione di una bomba davanti alla stazione di polizia di Aquisgrana o la gambizzazione dell’amministratore delegato di “RWE”. Forse prima o poi ci arriveremo anche in Germania.

La notte dopo la nostra azione, a Lipsia, gli anarchici hanno dato fuoco a sei auto della Hertz in solidarietà con Cospito! Questa è musica per le nostre orecchie!

Potere a tutti i prigionieri!
Tutti liberi!

Fonte: de.indymedia.org via lanemesi.noblogs.org




Fonte: Infernourbano.altervista.org