Giugno 17, 2021
Da Bu
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A me il trattamento shiatsu che mi fa una mia amica che per impararlo ha fatto un corso di tre anni fa un sacco bene. E’ il fatto di esser palpugnato, certo, ma anche, mi sembra, che con le sue mani, ginocchia, gomiti, schiaccia, a volte in profondità, dei punti in cui accumulo tensione muscolare, probabilmente di origine prevalentemente psichica, senza neanche accorgermene; a volte anche provocandomi un po’ di dolore iniziale, finché il corpo oppone resistenza. Mi sembra che rispetto alla resistenza lei stia molto attenta al respiro: prova a premere un po’ di più solo mentre espiro, sente la reazione della parte che sta premendo (se resta tesa, immagino) e vede un po’ anche quella del mio corpo in generale (se smetto di espirare, se sposto un po’ la parte, e tant’altro), e decide se e quanto affondare di più alla successiva mia espirazione. L’idea che mi son fatto è che sciolga, almeno per un po’, le tensioni muscolari lì dove si accumulano. Poi, noto che per un po’ (un paio di giorni) penso meno, o meno freneticamente, in particolare alle piccole e grandi violenze e oppressioni in cui siamo immersi, e forse le noto anche meno, probabilmente perché il trattamento mette in circolo endorfine, o simili; e noto di più le cose belle, gentili, che pure continuano a esserci, un pochino. Così poi pian piano mi torna la voglia di uccidere i prepotenti, di fare la rivoluzione, e la tensione ricomincia ad accumularsi, e mi resta la domanda: dove la metteremo, poi, la nostra “parte cattiva”, competitiva, ecc., ecc.? Basteranno l’arte, la catarsi in fiction sempre più interagibili, l’autocontrollo per consapevolezza culturale? Be’, quando la reprimeremo in noi, per autocontrollo, accumulando via via tensione, anche lo shiatsu potrà aiutarci un po’, penso.




Fonte: Bu.noblogs.org