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La sigla di base: “Si festeggia la ricollocazione di 44 lavoratori che le istituzioni si premurano di definire ‘solida’ senza avere la minima idea di cosa si tratti. La vertenza non è chiusa, la lotta continua”.

10 Ottobre 2021 – 11:20

La vicenda del magazzino all’Interporto da dove Logista, colosso spagnolo della logistica, spediva prodotti a base di tabacco era iniziata ai primi di agosto, con 90 lavoratrici e lavoratori che avevano scoperto con un messaggio whatsapp che due giorni dopo non avrebbero avuto più un lavoro. Nei giorni scorsi Cgil, Cisl, Uil, Confindustria Emilia Centro e le aziende Logista Italia e Logistic Time hanno firmato un accordo che allunga la cassa integrazione fino alla fine dell’anno e prevede 44 opportunità di ricollocazione, oltre la metà a tempo indeterminato, individuate in aziende terze, 35 prevalentemente nell’area bolognese e nove fuori regione.

“La vertenza non è chiusa, la lotta continua”: non ci stanno i Si Cobas, che parlano di un accordo “che le parti datoriali, sindacali (confederali) e istituzionali avevano fretta di benedire in giornata. Un accordo già scritto in precedenza che il plastico teatrino non ha nemmeno finto di voler approfondire nei contenuti. Così le criticità più volte rappresentate dal Si Cobas e dai lavoratori e lavoratrici presenti in ogni passaggio delle trattative sono rimaste lettera morta. Nessuna necessità di verificarne i contenuti da parte dei presenti al tavolo.Si festeggia la ricollocazione di 44 lavoratori che le istituzioni si premurano di definire ‘solida’ senza avere la minima idea di cosa si tratti. È stata sufficiente la garanzia offerta da Logista e da Logistic Time. Una garanzia presentata su un foglio volante in cui si descrivono una serie di possibili ricollocazioni senza specificare dove, come e a quali condizioni”.

Prosegue il sindacato sui social network: “Si sa solo che si tratta di: nove posti in Piemonte e Lazio, 14 a tempo determinato, 13 in somministrazione (interinali), i restanti tutti proposti da agenzie di somministrazione senza alcuna verifica preventiva… null’altro è dato sapere. D’altro canto Cgil non ha nemmeno richiesto che le posizioni lavorative offerte avessero le stesse condizioni economiche e normative. I colloqui sono iniziati in data 07/10/2021 e ai lavoratori che si sono presentati sono state appunto riferite queste posizioni e non quelle decantate nei proclami e nei comunicati stampa. Un accordo costruito per affrettare le persone ad andarsene, in cui se da una parte viene prorogata la chiusura del magazzino al 31 dicembre (come richiesto dal Si Cobas) è solo entro il 31 ottobre che si potrà accedere ad un incentivo maggiorato che andrà drasticamente riducendosi dopo quella data. Meccansimo appositamente ideato per spingere i lavoratori ad andarsene in mancanza di certezze di ricollocazione data la tardività dei colloqui e la poca concretezza delle posizioni lavorative offerte. Ancora più vergognosa l’esigenza di tutte le rappresentanze nell’affrettarsi alla firma dell’accordo escludendo la possibilità di farlo votare e discutere dai lavoratori e dalle lavoratrici. Imbarazzanti gli interventi di sindacati che pur non avendo nemmeno un iscritto hanno il titolo per esprimersi e siglare accordi. Sorte ancora peggiore quella toccata ai 15 lavoratori diretti iscritti a CGIL e CISL costretti a scegliere tra un trasferimento a Tortona o ad andarsene con un incentivo”.

Si legge in conclusione: “Lavoratori e Lavoratrici del Si Cobas si riuniranno a breve per decidere insieme come proseguire la vertenza, abituati da sempre a poter contare sulla loro forza datagli dall’unità , dall’agire collettivo, dall’esperienza accumulata negli anni attraverso le lotte svolte nella conquista dei propri diritti. Che chi ha la necessità di festeggiare in qualche vetrina improvvisata sul momento lo faccia, che chi ha fretta di prendersi dei meriti si affretti ma si ricordi che ogni conquista sin qui ottenuta dai Lavoratori di Logista è stata ottenuta grazie alle mobilitazioni di cui son stati capaci unitamente a chi ha con loro realmente solidarizzato. La passarella di isituzioni e sindacati confederali si sa fa parte del teatro e poco interessa ai lavoratori. A loro interessa come proseguire la vertenza attraverso soluzioni concrete.Il primo passo sarà riunirsi in assemblea per decidere come sempre insieme”.




Fonte: Zic.it