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Manifestazione unitaria di Si Cobas, Sgb, Cobas, Usb, Usi-Cit e Adl Cobas sotto Palazzo Malvezzi durante l’incontro convocato da Lepore dopo la morte di Yafa Yaya all’Interporto. Sciopero al magazzino Fedex. In Emilia-Romagna 43 vittime sul lavoro da inizio anno. Intanto buone notizie per le/gli educatrici/ori degli appalti comunali: “Risultato ottenuto con anni di battaglia”.

26 Ottobre 2021 – 18:47

I sindacati di base, esclusi dall’incontro sulla logistica convocato dal sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Yaya Yafa all’Interporto, sono scesi in piazza insieme per manifestare “contro le morti sul lavoro e il sistema che le genera”: Si Cobas, Sgb, Cobas, Usb, Usi-Cit e Adl Cobas si sono radunati in piazza Maggiore per poi raggiungere con un corteo di oltre 200 persone la sede della Città metropolitana, dov’era in programma l’incontro. Il gabinetto del sindaco ha infine fatto sapere che convocherà anche i sindacati di base per discutere il tema, ma non c’è ancora una data: “Grazie a quanto presidio abbiamo ricevuto due righe mezz’ora fa”, riferiscono i sindacati, spiegando che “andremo all’incontro e diremo esattamente le nostre ragioni: non ci sediamo allo stesso tavolo dei padroni e di chi ha la responsabilità delle morti sul lavoro”.

Così i sindacati, promuovendo la manifestazione, riepilogavano la vicenda: “Yaya Yafa era un lavoratore precario, interinale, di soli 22 anni- è il comunicato condiviso dalle sigle conflittuali- assunto da soli tre giorni attraverso l’agenzia interinale, come tanti altri lavoratori che quotidianamente lavorano presso lo stesso hub così come begli altri magazzini della logistica. E’ proprio questa sua condizione di lavoratore precario senza tutele, frutto della lunga stagione della concertazione sindacale fra Cgil, Cisl, Uil e padronato e del sistematico smantellamento del diritto del lavoro operato dal Pd negli ultimi trenta anni nel nostro territorio, la causa prima della sua morte. E’ contro questo sistema e i suoi frutti avvelenati che il sindacalismo di base si batte quotidianamente nei luoghi di lavoro e nei territori, una lotta che abbiamo portato in piazza anche durante lo sciopero generale dell’11 ottobre scorso. A seguito dell’omicidio del nostro compagno di lavoro, abbiamo appreso dai quotidiani che il neo sindaco Matteo Lepore ha deciso di convocare un tavolo urgente sulla sicurezza nei magazzini della logistica, convocando cgil, cisl e uil ed escludendo i sindacati di base. Del resto il sistema della concertazione sindacale si regge su regole che assegnano la titolarità della rappresentanza formale ed esclusiva ai sindacati concertativi prescindendo completamente dalla reale volontà dei lavoratori. Una sorta di fascismo sindacale con il quale cercano di garantre il massimo dei profitti al padronato. La lotta contro gli omicidi e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, non può essere disgiunta da quella contro la concertazione ed il fascismo sindacale”.

I Si Cobas segnalano inoltre che “dopo gli scioperi a Peschiera Borromeo e San Giuliano Milanese, e dopo l’ennesima intimidazione operata tra notti fa dalla Questura di Milano, stasera (ieri, ndr) la carovana dei licenziati FedEx si è spostata fuori al magazzino di Bologna. Merci ferme e sciopero riuscito. FedEx è un muro? Anche i muri crollano!Il posto di lavoro non si tocca!”.

Secondo i dati dell’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro, intanto, dall’inizio del 2021 sono 1.188 le vittime in Italia, comprendendo quelle sulle strade e in itinere: di questi decessi, 43 si sono verificati in Emilia-Romagna.

Sempre in tema di lavoro, infine, l’Sgb riferisce che il Comune di Bologna ha ufficializzato il riconoscimento del livello contrattuale D2 a tutte le/gli educatrici/ori che hanno acquisito i 60 Cfu previsti dalla legge Iori. Ora “attendiamo l’ufficializzazione da parte delle cooperative Quadrifoglio e Orsa che attualmente gestiscono i servizi di integrazione sugli alunni disabili. Grazie alla grande e pluriennale battaglia delle educatrici e degli educatori di Bologna sul miglioramento delle loro condizioni di lavoro, dopo il diritto al pasto, abbiamo ottenuto anche questo risultato, tramite accordi firmati con l’amministrazione sulle condizioni di appalto e sul riconoscimento della professionalità acquisita”, scrive l’Sgb, che ora intende “intraprendere una lotta per il riconoscimento in tutta Bologna e provincia”: per cominciare è indetta un’assemblea sindacale retribuita delle/i lavoratrici/ori delle varie cooperative interessate per il 4 novembre.




Fonte: Zic.it