Marzo 14, 2022
Da Il Manifesto
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Casa Deripaska occupata. Ieri uno sparuto gruppo di agili squatters anarchici – principalmente europei dell’Est, e inglesi – si è insediato nottetempo (non si sa esattamente come, sono assai restii a rivelarlo) in una delle dimore londinesi del Creso russo Oleg Deripaska, a Belgrave Square, Belgravia, faraonico e sonnolento quartiere (a ridosso di Hyde Park e dietro Buckingham Palace) per protestare contro l’inazione britannica a difesa dell’Ucraina assediata.

IN CINQUE si sono pacificamente abbarbicati sul balcone/loggia sovrastante l’ingresso con uno striscione su cui si leggeva «Questa proprietà è stata liberata», «appartiene al popolo ucraino» e «Putin fottiti» dopo che, attorno alle dodici, la polizia era entrata nell’appartamento forzando la porta d’ingresso e costringendoli sul balcone. Sono poi rimasti per ore a farsi contemplare dai media assiepati sotto e dai curiosi mentre ballavano e cantavano slogan circondati dagli agenti in tenuta antisommossa e con un bulldozer. Si definiscono i Maknovisti di Londra, in onore di Nestor Makhno (1889-1934), leader anarchico ucraino che aveva cercato di tenere in piedi una comune dopo che Lenin aveva firmato il trattato di Brest Litovsk che cedeva parte dell’Ucraina agli Imperi centrali. «Siamo pronti a farci arrestare», hanno aggiunto.

A ridosso del cordone della polizia che tagliava un quarto di quell’enorme conglomerato di beni immobiliari che è Belgrave Square (ribattezzata non a caso Belgraveyard: dopo le sei di sera ci sono solo supercar parcheggiate e un silenzio di caveau), altri loro compagni, frammisti a un drappello di curiosi, salutavano e intonavano slogan. Vogliono riservare la casa a rifugiati ucraini: «Siamo qui per denunciare un oligarca e guerrafondaio», gridavano, affermando di essere entrati senza scasso e di protestare in nome dei diritti umani. «Quello che accade è tragico, l’Occidente non sta facendo abbastanza», ha detto uno di loro. «Questo è il momento delle scelte forti».
Com’è noto Deripaska è nome di spicco della vil razza dannata degli “oligarchi” ed ex compagno di merende dell’ex patron del Chelsea Abramovic quando si spartivano allegramente il corpo santo della madre Russia sotto lo sguardo compiaciuto del mondo libero per poi reinvestire nelle più rinomate lavanderie di denaro sporco della City. Con lo stesso Abramovic, Deripaska aveva avuto notorie divergenze legali ma, come del resto l’ex-socio, è considerato tuttora assai vicino a Putin. Come molti colleghi è infine approdato a Belgravia, uno dei quartieri più opulenti e monumentali (tutto di proprietà del Duca di Westminster, altro che quei villani dei russi).

IL NUMERO 5 di Belgrave Square è naturalmente registrato ad una società off-shore, nel paradiso fiscale britannico delle Isole Vergini, e tutto il quartiere è razzisticamente soprannominato Londongrad. Nel Regno Unito, Deripaska ha un pingue portfolio immobiliare e un habitué della società opulentissima londinese.




Fonte: Ilmanifesto.it