Gennaio 23, 2022
Da Umanita Nova
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Riportiamo due comunicati usciti dopo la morte di Lorenzo Parelli vicino a Udine, mentre svolgeva il suo ultimo giorno di Alternanza Scuola-Lavoro. Fermiamo la strage sui luoghi di lavoro. Profitto assassino!

La redazione web

La “buona scuola” dei padroni è assuefazione allo sfruttamento

Abolire il PTCO (ex Alternanza Scuola-lavoro) subito!

Ancora una morte sul lavoro! Un ragazzo di 18 anni ha perso la vita in un’azienda di Lauzacco (Udine). Lorenzo Parelli era uno studente al suo ultimo giorno di Alternanza Scuola-Lavoro (oggi PTCO) impiegato in lavori di carpenteria metallica in una azienda meccanica, morto schiacciato da una putrella.

A lui, la sua famiglia e i suoi affetti la nostra vicinanza, ai responsabili dell’ennesima riforma contro giovani e studenti solo la nostra rabbia.

Perché Lorenzo non è il solo ad aver pagato il prezzo più alto in una rincorsa sfrenata alla legalizzazione del lavoro senza tutela in età scolastica.

A Montemurlo (Prato), Un giovane di 17 anni, alle prese con un macchinario in un’officina, si è ferito alla mano sinistra, perdendo la falange dell’anulare.

A maggio 2018, un altro studente di 16 anni, impegnato in uno stage in un’azienda di Pavia di Udine (Udine) è rimasto gravemente ferito utilizzando una fresa, semi-amputandosi una mano.

Nel 2017 a La Spezia, presso una ditta che ripara motori nautici, un ragazzo di 17 anni si è rotto la tibia a seguito del ribaltamento del muletto che stava guidando (senza patentino).

Due mesi dopo, il 21 dicembre, uno studente di 18 anni si trovava sul cestello di una gru assieme ad un lavoratore di 45 anni (manutenzione di impianti elettrici; sono precipitati da una decina di metri d’altezza: l’uomo è morto, lo studente ha riportato gravi lesioni e fratture alle gambe.

Questi sono solo una parte di infortuni che hanno interessato in questi anni quella che possiamo definire una vera e propria intrusione dell’impresa privata nelle scuole pubbliche, sottraendo molte ore di didattica. Era chiaro fin da subito che si trattava di processi di ulteriore aziendalizzazione della scuola.

Lo scopo primario (celato dietro la solita semantica di innovazione e pragmatismo) altro non era che educare allo sfruttamento e al lavoro senza tutele.

D’altra parte molti sondaggi e inchieste da parte degli studenti stessi hanno mostrato il volto di un “obbligo” (perché tale è) che non solo non rispondeva affatto alla formazione dei ragazzi (impieghi in lavori completamente inutili o non in linea coi percorsi di studi idonei) ma che spesso comportavano persino dispendio di soldi e mezzi personali.

In un inchiesta curata da l’Uds (l’Unione degli studenti) già nel 2018 è risultato che:

“su un campione di oltre 15mila studenti intervistati, il 38% ha dichiarato di aver addirittura pagato, senza che sia stato previsto nessun tipo di rimborso (biglietti autobus, treni, buoni pasto) per partecipare ai percorsi di alternanza”

I piagnistei istituzionali e del cosiddetto “mondo del lavoro”, cioè dei padroni, ci lasciano indifferenti: non è più tempo di ipocrisie. Il PCTO deve essere abolito in tutte le scuole, i ragazzi ritornino a studiare. È ora di farla finita con la precarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici!

Basta morti e infortuni sul lavoro, basta normalizzare lo sfruttamento!

Iniziativa Libertaria – Pordenone

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Scuola e lavoro.

Si chiamava Lorenzo Parelli. È morto nell’ultimo giorno di stage in fabbrica, ad Udine, schiacciato da una putrella. Aveva 18 anni. L’alternanza scuola lavoro ha mostrato il suo volto più feroce: quello delle vittime del lavoro, del profitto, di una politica tutta asservita all’ideologia liberista. Si è parlato più dell’elezione del presidente della repubblica, o di un tennista milionario, o dell’ennesima bizzarria anti-Covid del premier inglese che di un ragazzo che muore sul lavoro. Del resto fa poco notizia morire di lavoro, un po’ come di Covid, piano piano ci si abituata, dimenticando che sfruttamento e miseria, tragedie e lutti non sono questioni … degli altri, ma sono questioni sociali; di tutti.

Scuola e lavoro, come sanità e previdenza, sono gli aspetti dannati di una destrutturazione dello stato sociale che miete vittime fra i più deboli. Chissà se qualche figlio di qualche manager – tagliatore di posti di lavoro – resterà mai vittima di uno stage di alternanza fra scuola e lavoro. Difficile. Più probabile che si attiverà a licenziare operai e chiudere qualche fabbrica di più.

Eppure non tutti si arrendono alla bruttura del sistema. Qualche voce fuori dal coro si alza, ogni tanto, contro il depauperamento della scuola e contro l’offerta tossica della politica neoliberista che è la vacuità dello sballo della movida e la schiavitù di un lavoro precario a vita. A Jesi all’alternanza scuola lavoro è stato portato, ad esempio, un modello alternativo di scuola, che si fa carico del lavoro. Gli studenti dell’ITC Cuppari sono andati a trovare gli operai della Caterpillar in lotta per la difesa del posto di lavoro.

Un gesto significativo, che ha fatto il giro del paese, specie dopo il deludente incontro al MISE con l’azienda che ha confermato la sua linea vergognosa e indifferente alle sorti di 270 famiglie. Un cattivo inizio, che fa stracci anche delle preghiere dell’impegno del clero locale per essere vicino agli operai. Bastassero le preghiere per conservare diritti e lavoro, come anarchici ed atei, ci convertiremmo all’istante.

Nella realtà, la lotta della Caterpillar ha bisogno di ulteriori risorse e tempo per poter riuscire ad ottenere qualcosa di concreto per tutti. I politici locali, oltre le passerelle mediatiche, si attivino fattivamente per garantire reddito e futuro. Non c’è alternanza che tenga fra un modello schiavista del lavoro ed una scuola impoverita, ma ci sono mille alternative possibili per avere una società migliore dove a casa devono tornare gli studenti dopo la scuola, i lavoratori dopo il lavoro, le famiglie dopo aver ricevuto garanzie per il loro futuro. In queste settimane, gioco forza, questo territorio sta dando il meglio di sé dopo anni di silenzio. È necessaria una maggiore partecipazione di tutti. Reddito e lavoro per i lavoratori e le lavoratrici della Caterpillar, futuro e valori umani e sociali per i giovani.

FAI – Federazione Anarchica Italiana

sez. “M. Bakunin” – Jesi

sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle




Fonte: Umanitanova.org