Settembre 14, 2021
Da Le Maquis
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Edito da, Libreria del Risveglio, Ginevra, 1933, 15 p.

A proposito di questo lavoretto, scritto per contentare i compagni filodrammatici di Londra, Luigi Fabbri ci scrive: Non mi dispiace che tu pubblichi Lo Sciopero. Io però non avrei potuto farlo neppure se ne avessi avuto il manoscritto, perchè Errico quando me lo fece leggere a Londra nel 1906, mi fece promettere formalmente nel modo più assoluto, che non lo avrei mai pubblicato neppure se mi fosse venuto tra le mani a mezzo d’altri. È quindi mio dovere di dire a te la stessa cosa; ma ormai, quando ti arriverà la presente, tu lo avrai già pubblicato nel Risveglio e… cosa fatta capo ha! Però sarebbe bene che nel corpo dell’opuscolo che ne farai a parte, tu faccia cenno di questa espressa volontà di lui, avvertendo che la sua contrarietà alla pubblicazione rispondeva a scrupoli esclusivamente letterari e non, si capisce, a causa delle idee e sentimenti che vi diceva rispondenti del tutto al suo pensiero. Non mancare di mettervi la data: (1906 o prima). Ecco accontentato l’amico Fabbri. Se ci è permessa un’opinione nostra, diremo che il dialogo spigliato e l’azione condensata del dramma di Malatesta ci paiono dargli anche qualche pregio letterario.

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Fonte: Lemaquis.noblogs.org