Gennaio 17, 2022
Da Il Manifesto
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L’arte è un bene necessario? Paola Gaggiotti, artista di base a Milano, pensa di sì. Nasce così Mercato Nero, una mostra-community che vuole sottrarre le opere d’arte al valore di mercato per inserirle in un circuito «clandestino» a prezzo calmierato. «Nonostante viva nel mondo dell’arte da diversi anni – spiega Paola Gaggiotti – ho pensato che non mi sarei mai potuta permettere l’acquisto di un’opera, anche se di un amico. Ne ho parlato con Concetta Modica, artista e amica che mi ha accompagnato in questo progetto, e con la critica d’arte Francesca Pasini. Mi sono resa conto allora che più che parlare di soldi so parlare di condivisione. Ho chiesto quindi ad amici artisti opere vecchie o invendute o nuove anche, ma con costi di produzione sostenibili, per fare una mostra e venderle a prezzi calmierati».

LO STUDIO LEGALE JP Piccinino Bertolazzi di Milano aveva già mostrato interesse verso questo mondo chiamando a collaborare un anno prima Concetta Modica, così uno spazio di lavoro – fuori dai circuiti ufficiali – si è trasformato in galleria per circa un mese. Ovviamente dietro il progetto non c’è solo la volontà di rendere le opere d’arte accessibili a tutti, ma anche e soprattutto «la voglia di fare un gesto anticapitalista». Se infatti il sistema capitalista viene validato dal mondo dell’arte, come può l’arte stessa rientrare tra i beni necessari? Si chiede e ci chiede Paola Gaggiotti.

Le opere vanno da 100 a 300 euro, ogni artista ha firmato la propria e nell’autentica ha sottoscritto che il suo valore è inestimabile e, se dovesse essere rivenduta, il prezzo sarà bloccato nel tempo se non per gli adeguamenti Istat. In questa fascia di prezzo rientrano le opere sia dei giovani artisti che di quelli maggiormente affermati e con quotazioni più alte sul mercato, proprio per non creare squilibri. Hanno aderito al progetto: Lorenza Boisi, Gloria Capoani, Annalisa Cattani, Roberta Colombo, Ermanno Cristini, Carlo Dell’Acqua, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Paola Gaggiotti, Stefania Galegati, Francesco Lauretta, Donata Lazzarini, Miltos Manetas, Valeria Manzi, Maurizio Mercuri, Concetta Modica, Margherita Morgantin, Giancarlo Norese, Chiara Pergola, Pamela Rotondi. L’idea è che una volta finita la mostra (la data di chiusura è fissata al 31 gennaio), Mercato Nero continui a esistere, su una piattaforma online e con azioni concrete, come la partecipazione a una fiera.

SUL VALORE delle opere d’arte la riflessione è aperta da più di un secolo, spesso gli artisti, soprattutto quelli che praticano linguaggi concettuali e relazionali hanno messo in crisi le regole del mercato finanziario, basti pensare alla sottrazione dell’opera dalla cornice o alla smaterializzazione della stessa. Le strategie messe in campo sono state parecchie ma il processo di sussunzione tipico del capitalismo non lascia scampo. Vi sono però dei campi liminari al sistema stesso in cui ancora il riposizionamento è possibile, fosse solo per meditare sul «prezzo» dei nostri desideri.




Fonte: Ilmanifesto.it