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Tramite un evento social fino al 6 aprile sarà possibile raccogliere testimonianze scritte, video e foto per salutare Notarnicola. Intanto, sono moltissimi i messaggi diffusi in suo ricordo da parte di singole/i compagne/i e realtà sociali, politiche e culturali.

24 Marzo 2021 – 15:57

Sono tantissimi i messaggi di saluto diffusi in ricordo di Sante Notarnicola, scomparso due giorni fa, da parte di singole/i compagne/i e realtà sociali, politiche e culturali di tutta Italia. Tra i modi per raccogliere questi attestati di affetto c’è anche un evento Facebook creato dall’Associazione Bianca Guidetti Serra, che lo stesso Notarnicola contribuì a fondare, intitolato semplicemente “A Sante”: l’evento è attivo da ieri e lo sarà fino al 6 aprile, l’idea è consentire “una condivisione collettiva di testimonianze su Sante, sia scritte che video o anche solo immagini e foto. Chiunque può aggiungere la sua testimonianza sotto forma di post o commento”, è il suggerimento dell’Associazione. Che di Sante a sua volta scrive: “Se ne è andato il nostro compagno più caro. Il nostro cantore di carcere, amori e rivolte. La nostra memoria. Socio fondatore di questa associazione, intitolata ad una grande donna che fu sua avvocatessa e tutrice, Sante ha vissuto, e lo ha fatto intensamente. E’ stato operaio, rapinatore, ergastolano, poeta, rivoluzionario, ispiratore di sommosse, mescitore di vino. Troppe cose per essere ridotte in un epitaffio, senza contare tutto quello che ha rappresentato per ognun* di noi, personalmente. Saranno migliaia di ricordi, dei tanti che lo hanno conosciuto, a ricostruirne la vita, la storia, la sua eredità. Sappiamo che continuerà ad accompagnarci in questi tempi difficili, e che ce lo ritroveremo accanto, dentro di noi, in ogni atto di solidarietà e di lotta”.

Anche guardando solo a Bologna, intanto, è impossibile dare conto di tutti i messaggi pubblicati per Sante. Tra i primi quelli di Làbas che ha pubblicato alcuni suoi versi  e Vag61, che ha condiviso la foto di una delle tante occasioni in cui Sante ha attraversato gli spazi di via Paolo Fabbri. “Nella desolazione di questo presente, la tua storia così calda di vita ha sfondato la distanza fisica a cui siamo attanagliati, facendo esondare la potenza collettiva del ricordo sia di chi aveva avuto la fortuna di conoscerti tra le strade della nostra Bologna, sia di chi pur non avendoti mai visto ti aveva conosciuto limpidamente tra i versi delle tue poesie”, ha scritto il Cua. “Sante sempre presente, perché come per tutti i rivoluzionari, la fine della sua vita non è la fine di chi con la sua vita ha rappresentato meglio di chiunque altro l’epoca terribile e straordinaria in cui una parte di questo Paese ha dato l’assalto al cielo, chi è sempre stato presente e solidale nelle lotte di ieri e di oggi”, è un passaggio del testo pubblicato dalla Rete dei Comunisti e da Noi Restiamo, che ha anche segnalato l’affissione di uno striscione in zona universitaria con scritto: “Maestro incommensurabile, il tuo esempio ci guida ancora oggi. A Sante: bandito, comunista, poeta, rivoluzionario!”. L’Archivio Via Avesella: “Negli ultimi venticinque anni hai animato e vissuto le strade e le piazze di Bologna donando, a chi ha avuto la fortuna di conoscerti personalmente, la tua saggezza, la tua curiosità ed il tuo confronto. In un periodo storico di distanza, il dolore per la tua scomparsa ci avvicina e ci fa stringere idealmente nell’attesa di salutarti dal vivo, con le bandiere rosse al vento, come meriti. Ci mancherà tutto di te, Bandito!”.

“Ciao Sante. Semplicemente, grazie”, hanno scritto Smk Factory e OpenDDB, segnalando che sul portale Distribuzioni dal basso è possibile “vedere gratuitamente ‘Dalle belle città date al nemico’, il prezioso documentario realizzato da Sante e Bernardo Iovene nel 1995 a Marzabotto, per il 50° anniversario della Liberazione”. E l’Associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione: “Delle sue vicende storiche leggerete sui giornali, noi, qui, lo vogliamo ricordare per le iniziative comuni in difesa della libertà di espressione e di azione. Sante Notarnicola ci ha accompagnato nell’attività di mutuo soccorso attraverso la sua presenza e l’azione dell’associazione Bianca Guidetti Serra che ha contribuito a fondare. Un’azione comune nel mondo ‘dietro le sbarre’, contro i ‘decreti sicurezza’, per ‘facciamoli uscire’. Un’azione comune per affermare le libertà individuali e collettive come condizione per l’emancipazione”. Dal sito di Carmilla: “Sante Notarnicola, eroe e poeta proletario, è riuscito a saltare l’ultimo muro di questa galera di cemento e leggi speciali che ci ostiniamo a chiamare vita. Ora corre libero in un altro luogo dove potrà tornare ad abbracciare Adriano, Prospero, Bianca, Pietro e tutti gli altri amici di sempre che lo hanno preceduto. La sua anima di poeta, rimasta impressa nei ricordi di chi l’ha conosciuto, ne impedirà la trasformazione in monumento retorico e freddo, esaltandone invece la profonda e irriducibile umanità”. La Balotta Continua rivolge un saluto a Sante “sempre a pugno chiuso!”, condividendo un brano tratto dai suoi scritti. E’ in questa città “che decise di condurre l’ultima parte della sua vita. Una vita intensa, di lotta prima, poi di duro carcere ma anche poesia”, si legge sul sito di Radio Città Fujiko, che come “ricordo corale” di Sante ha pubblicato un podcast che propone le sue parole, le sue poesie e i suoi scritti.

La Casona ha condiviso una canzone degli Assalti Frontali che riprende una delle poesie e la voce di Notarnicola, perchè “cercavamo le parole, ma difficile trovarne migliori delle tue. Ciao Sante”. Persone come Sante “meritano di essere raccontate, ma senza retorica e in tutta la loro complessità. La banda Cavallero, l’arresto e le lotte (vinte) in carcere, la tentata evasione, gli scritti, le poesie e, infine, di nuovo la libertà. E un’anima mai doma, sono le parole della Palestra Popolare Vag61. Mentre il Pratello R’Esiste ha scritto: “Non abbiamo parole, se non un grazie per tutto quello che hai rappresentato e per quello che hai lasciato, a noi singolarmente e a tutto il Pratello. Di tutte le brutte notizie di quest’ultimo anno questa ce la saremmo risparmiata volentieri”. E infine “Ciao Sante! Con amore”, è l’ultimo saluto diffuso dal pub Mutenye, che Sante aprì al Pratello quando ebbe la possibilità di uscire dal carcere.




Fonte: Zic.it