Gennaio 10, 2023
Da Radio Blackout
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Questa mattina un centinaio di solidali hanno dato vita al un presidio davanti al tribunale di Imperia, dove è stata emessa la sentenza nel processo contro i tre uomini che il 9 maggio 2021 a Ventimiglia, assalirono Moussa Balde fuori da un supermercato dove cercava di racimolare qualche soldo. Una scarica violenta di calci, pugni e sprangate. Una vicenda che sarebbe rimasta nella zona opaca che segna le vite dei “clandestini” se non fosse stato per un video che fece il giro dei social media.
Vittima e testimone di un’aggressione avrebbe avuto il diritto formale ad essere protetto. Ma un ragazzo nero senza documenti non ha alcun diritto.
Mussa, dopo un breve ricovero venne portato al CPR di Torino, dove verrà trovato impiccato la notte del 23 maggio.
Un’altra vittima delle frontiere e delle leggi che negano la libertà di circolazione a chi sceglie di migrare per cercare una vita diversa.
Soltanto due notti fa un altro migrante, l’ennesimo, è morto nella galleria ferroviaria che collega l’Italia e la Francia sul confine di Ventimiglia, aperto ai turisti, chiuso ai migranti.
Ne parliamo con un compagno della rete di solidali che questa mattina ha organizzato un presidio di fronte al tribunale di Imperia

Ascolta la diretta:


Dopo l’approfondimento di questa mattina abbiamo contattato Gianluca Vitale, l’avvocato che rappresenta la famiglia di Moussa costituitasi parte civile nel processo. I tre aggressori sono stati condannati a due anni con la condizionale.
La prossima tappa sarà il processo che si svolgerà a Torino per chiarire le responsabilità che hanno portato un ragazzo di 23 anni a morire impiccato nel famigerato “ospedaletto” del CPR di corso Brunelleschi a Torino




Fonte: Radioblackout.org