Novembre 5, 2021
Da Infoaut
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Fanti della marina hanno assassinato un comunero mapuche, identificato come Jordan Liempi Machacan di 23 anni, e hanno lasciato altre quattro persone ferite, tra le quali una bambina di 9 anni, nel settore di San Miguel della località di Huentelolén nel comune di Cañete, regione del Biobío. I fatti sarebbero avvenuti dopo che un comunero era stato arrestato nel medesimo luogo.

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I fatti sono avvenuti oggi pomeriggio durante delle manifestazioni dei Lov e delle comunità in resistenza della frangia lavkenche nella provincia di Arauco, proteste che avvenivano per protestare contro la dichiarazione dello stato d’emergenza nel Wallmapu.

Secondo informazioni preliminari, gli effettivi avrebbero cercato di fermare un comunero, che è stato difeso da altri comuneri. In questo contesto, i militari hanno sparato.

I feriti gravi dopo sono stati portati nell’Ospedale di Temuco.

In un primo momento, è stata la direttrice del Cesfam di Tirúa che ha confermato telefonicamente al Subcommissariato dei Carabinieri, che in ospedale una delle due persone, che sono state ricoverate per ferite da proiettile, è morta.

Nel frattempo, l’altra persona che era grave è stata trasferita a Temuco. Al momento, non si conosce se è morta durante il trasferimento o giungendo nel comune.

Marinos Militares Estado de Excepcion Wallmapu

Fonti vicine a RESUMEN riferiscono che i proiettili sono stati sparati da fanti della marina.

È importante segnalare che, al momento, non c’è un’assoluta chiarezza sulla dinamica dei fatti. Nonostante ciò, secondo Radio Bío Bío, le comunità mapuche della zona affermano che almeno uno dei morti non era coinvolto nello scontro.

Informazioni preliminari segnalano che il weychafe caduto sarebbe del territorio di Huentelolen, del sud della Regione del Biobío. Mentre l’altro weychafe è morto mentre stava venendo portato al Centro di Salute Familiare (Cesfam) del comune di Tirúa.

Si rendono responsabili diretti di questi assassinii il cattivo governo, i politici e gli impresari che hanno sostenuto l’occupazione del territorio ancestrale Mapuche.

Si sollecita la massima diffusione attraverso i media, e la presenza di osservatori dei diritti umani.

Nel pomeriggio di questo mercoledì sono avvenuti 2 sanguinosi attacchi militari e polizieschi contro dei comuneri mapuche. Dei comuneri che hanno tentato di evitare un arresto da parte di effettivi militari sono stati sparati, con la morte di uno di loro. Nel frattempo nella strada Cañete-Tirúa, degli agenti hanno sparato contro dei veicoli civili, ferendo almeno 4 persone.

Nel pomeriggio, nel settore San Miguel di Huentelolén, degli agenti hanno cercato di effettuare un arresto e dei comuneri hanno cercato di difendere l’arrestato. Un comunero è rimasto ucciso.

D’altra parte, in un atto irrazionale che potrebbe essere considerato come un crimine di guerra, degli agenti hanno sparato contro le auto che erano rimaste nel blocco causato dai blindati.

Questo a causa della precedente marcia delle comunità lavquenche della zona, nella quale i comuneri hanno denunciato proprio la militarizzazione in cui vive il settore.

Elisa Loncon ripudia la morte dei comuneri

La presidente della Convenzione Costituzionale, Elisa Loncon, ha ripudiato la morte dei comuneri mapuche a Cañete, regione del Bío Bío.

“Vogliamo ripudiare energicamente questa politica razzista, violenta dello stato e del Governo, che sta colpendo le nostre comunità”, ha dichiarato.

Accompagnata dai rappresentanti dei seggi riservati ai popoli indigeni, ha aggiunto che la Convenzione sta lavorando per installare la plurinazionalità, dove si rispettino i diritti delle nazioni originarie”.

Il convenzionale Adolfo Millabur ha parlato di un “assassinio” e di cinque persone ferite una delle quali in pericolo di vita. Dopo è stato confermato che sono due i comuneri morti.

A seguito della dichiarazione dello Stato d’Emergenza nelle regioni del Bío Bío e dell’Araucanía, Millabur ha affermato che “li abbiamo avvertiti che la conclusione sarebbe stata quella che oggi già conosciamo. Deplorevolmente, il Governo non ha ascoltato e lo rendiamo responsabile della morte di questa persona del comune di Cañete”.

Allo stesso tempo, ha detto che la militarizzazione della zona non risolverà i problemi dei popoli originari.

Francisca Linconao chiede l’uscita di Piñera

Da parte sua, la machi Francisca Linconao ha sostenuto che “abbiamo ricevuto una telefonata, che alle persone, al popolo mapuche continuano ad ucciderlo. Ci sono molti morti, molti feriti e per questo stiamo facendo questa dichiarazione”.

Su questa linea, ha fatto appello al Governo affinché “ritiri i suoi carabinieri e i suoi militari. (…) Se non lo fa, rinunci questa stessa mattina, Piñera se ne vada”.

“Basta con questa menzogna, basta con i furti. (…) Anche io ho sofferto per la menzogna dei carabinieri, per questo io so che cosa è soffrire, cosa è il dolore che si sente quando si va in carcere”, ha affermato la Linconao.

Alla fine, la convenzionale Natividad Llanquileo ha detto che “lo Stato del Cile si è una volta di più preso la briga di assassinare uno dei nostri, assassinare uno dei nostri fratelli”.

“La militarizzazione e questo Stato d’Emergenza che è stato decretato nelle provincie di Arauco, Malleco e Cautín, l’unica cosa a cui stanno contribuendo è molta altra violenza”, ha aggiunto. 

3 novembre 2021

Resumen Latinoamericano

Da Comitato Carlos Fonseca

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Fonte: Infoaut.org