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Lo dice l’Ispettorato del lavoro, segnalando che nel 2022 i controlli svolti su 150 aziende hanno portato alla luce 64 situazioni illecite. E l’Ausl: non a norma un cantiere su tre oggetto di intervento. Per l’Usb “situazione è destinata a peggiorare viste le spinte a livello cittadino e metropolitano ad incrementare la speculazione edilizia”.

08 Luglio 2022 – 12:45

Per quanto riguarda gli illeciti nei cantieri edili e gli infortuni sul lavoro, a Bologna “la situazione è più sotto controllo rispetto al quadro nazionale”, ma nel 2022 le irregolarità registrate “sono un po’ più gravi rispetto agli anni precedenti”, a cominciare dalla “fornitura di manodopera, soprattutto straniera, da parte i soggetti non autorizzati”. E’ il quadro fornito dall’Ispettorato del lavoro. “Con l’aumento dei cantieri incentivati dal superbonus da un lato si registra un aumento dell’attività delle imprese già esistenti, ma dall’altro si osservano l’improvvisazione da parte di imprese che prima si occupavano d’altro e anche carenze di formazione sui lavoratori, molti dei quali a loro volta prima lavoravano in altri settori”, continua l’Ispettorato, segnalando che neel 2021 sono state controllate “298 imprese del settore edile, con 162 irregolarità rilevate, otto sospensioni e la scoperta di 93 lavoratori irregolari”. Il dato delle sospensioni è già stato pareggiato con i controlli svolti nei primi sei mesi di quest’anno su 150 aziende, che hanno portato alla luce 64 situazioni di irregolarità e 50 lavoratori non in regola. In generale, il dato sulle irregolarità “non aumenta in maniera esponenziale, anche se le irregolarità rilevate sono un po’ più gravi”.

Per quanto riguarda le irregolarità rilevate nei cantieri, inoltre, l’Ausl confronta i numeri del 2021 con quelli del primo semestre di quest’anno rilevando che, sul totale delle violazioni oggetto di prescrizione, la percentuale di quelle relative alla protezione dalle cadute dall’alto è praticamente raddoppiata, passando dall’8,7 al 16,54%, così come è cresciuta quella riguardante i ponteggi e le opere provvisionali, che è passata dal 30,5% del 2021 al 47,24% dei primi sei mesi del 2022. I dati forniti dall’Ausl sono confermati anche dall’aumento della percentuale dei cantieri con rischio di caduta dall’alto sul totale di quelli ispezionati dall’Ausl, che era del 4,4% nel territorio del Comune di Bologna e del 6,4% nel territorio di competenza dell’Ausl bolognese lo scorso anno e nel 2022 è salita, rispettivamente, al 19,1% e al 19%. Infine, per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, l’Ausl fa sapere che lo scorso anno, nel territorio dell’Azienda, ci sono stati interventi in 30 cantieri, 10 dei quali sono risultati non a norma, con 15 violazioni accertate e sette verbali. Nel 22% dei casi le carenze riguardavano ponteggi e opere provvisionali, percentuale salita al 43% nei primi sei mesi di quest’anno, dove su 11 cantieri oggetto di intervento, cinque sono risultati non in regola, con sette violazioni accertate e cinque verbali. Infine, se l’anno scorso, su cinque infortuni mortali sul lavoro, nessuno riguardava il settore edile, quest’anno invece l’unico incidente mortale nel territorio dell’Ausl bolognese è avvenuto proprio in un cantiere edile.

Commenta la situazione l’Usb: “È evidente a chiunque giri per la città che il proliferare dei cantieri si sta accompagnando a un calo delle misure di sicurezza per i lavoratori e i cittadini. Con la bolla edilizia collegata al ‘bonus 110%’ le imprese hanno preso la palla al balzo, accettando più lavori di quanti se ne era in grado di gestire. In questo modo si sono moltiplicati i cantieri, con appalti e subappalti, che per poter essere gestiti devono essere terminati in tempi decisamente minori con la riduzione dei tempi di lavorazione e quindi con il peggioramento delle condizioni e misure di sicurezza. La situazione è destinata a peggiorare viste le spinte a livello cittadino e metropolitano ad incrementare la speculazione edilizia e la cementificazione del territorio: dal Passante alla linea rossa del tram, per arrivare alla proliferazione dei ‘palazzoni’ in diversi quartieri della città. Per non parlare dei progetti in cantiere finanziati con il Pnrr. Da tempo sosteniamo un altro modello di città a misura delle cittadine e cittadini, della necessità di fermare i cantieri delle grandi opere inutili, e dei veri e propri eco mostri che stanno devastando i nostri quartieri; come da tempo sosteniamo che, a seguito dei tagli al sistema pubblico, le figure preposte al controllo e con funzioni ispettive siano dotati di sempre minori strumenti di intervento. Le risorse dell’Ispettorato del lavoro non sono sufficienti, come anche lacunose sono le norme attualmente in vigore. È prioritario aumentare gli organici dei servizi ispettivi e introdurre nuove norme repressive contro le aziende inadempienti a cominciare dall’introduzione del reato di omicidio sul lavoro”.




Fonte: Zic.it