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Presidio in piazza Maggiore in occasione del TDoR – Transgender Day of Remembrance “per denunciare tutte le forme di discriminazione e violenza che ancora sistematicamente attraversiamo e che intaccano ogni aspetto della nostra vita in quanto identità trans, persone non binarie, intersex, questioning e in età evolutiva con varianza di genere”.

20 Novembre 2021 – 19:39

Anche quest’anno Bologna scende in piazza per le vittime dell’odio e della violenza transfobica: oggi infatti in tutto il mondo si celebra il TDoR – Transgender Day of Remembrance e in piazza Maggiore si è svolto un presidio promosso dalla rete Rivolta Pride e pubblicizzato sui social da numerose realtà come Gruppo Trans, Collettiva Matsutake, Transia, Smaschieramenti, Cassero, Agedo, Bologna Pride, B-Side Pride, Lesbiche Bologna, Non Una Di Meno, Frame Aps, RitmoLento, Mujeres Libres, La Mala educaciòn. “L’Italia continua a essere il primo paese in Europa, al pari della Turchia, per il numero di omicidi, crimini d’odio e violenza patriarcale sulle persone trans*, sui corpi e sulle soggettività ritenute non conformi. La violenza di genere- è l’appello alla base della manifestazione- assume diverse forme, e, come ci dicono i dati del Tmm Trans Murder Monitoring di Tgeu, anche quest’anno il tasso di omicidi è in crescita: il 96% delle vittime di omicidi di matrice transfobica sono per lo più donne trans che hanno pagato a caro prezzo con la propria vita il fatto di aver ‘tradito’ il patriarcato attraversando i generi e approdando verso la femminilità, il 43% sono persone migranti e il 58% sex worker. Per queste ragioni riconosciamo la matrice comune della violenza transfobica e misogina: il patriarcato. Inauguriamo una settimana transfemminista con Non Una Di Meno che tiene insieme il TDoR con il corteo nazionale contro la violenza maschile e di genere a Roma il 27 novembre 2021”.

L’affossamento del Ddl Zan “ha messo in luce ancora una volta l’incapacità da parte dello Stato italiano di riconoscere questa violenza, di riconosce le nostre vite. Incapacità di riconoscere tutte le forme di discriminazione e violenza istituzionalizzata che ancora oggi nel 2021 attraversiamo quando le nostre identità devono essere validate da un giudice in un’aula di tribunale previa diagnosi di una patologia inesistente”, continua il comunicato: “Nel silenzio di chi guarda e tace”, la manifestazione di oggi è stata convocata “per commemorare le nostre sorelle”, con “riflessioni e interventi a microfono aperto per denunciare tutte le forme di discriminazione e violenza che ancora sistematicamente attraversiamo e che intaccano ogni aspetto della nostra vita in quanto identità trans, persone non binarie, intersex, questioning e in età evolutiva con varianza di genere. Tutto il Rivolta Pride, la rete LGBTQIAP+ di Bologna si unisce alla lotta contro la transfobia e la transmisoginia! Se toccano unə toccano tuttə!”.




Fonte: Zic.it