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In una comunicazione precedente si rendeva noto di essere in attesa del pronunciamento del giudice sul ricorso d’appello da parte dell’aziendale dell’Istituto Sacra Famiglia, nel tentativo di ribaltare la sentenza di primo grado che dava ragione alla cinquantina di dipendenti, sostenuti da USI Sanità e Cobas Sanità, dichiarando non valido il passaggio imposto dall’azienda da un contratto ad un altro peggiorativo, esattamente da quello Aris a quello Uneba.

Ricordiamo che la corte d’appello si era espressa ad aprile del 2022 con una proposta conciliativa che prevedeva l’apertura di un tavolo di trattativa in cui l’azienda doveva rivalutare le perdite subite dai dipendenti ricorrenti. Ma l’azienda si è sempre rifiutata di aprire una simile trattativa. Era già stata fissata dal giudice d’appello la data del 29 giugno 2022 per arrivare alla sentenza definitiva.

Invece, con delusione dei dipendenti interessati e anche di tutti gli altri dipendenti dell’azienda che ne attendevano l’esito, è stato spostato il pronunciamento della sentenza al 14 settembre 2022 senza indicare nessuna motivazione.

La domanda inquietante che ci poniamo: si tratta di semplice motivazione tecniche oppure c’è dietro la difficoltà di pronunciarsi contro poteri forti, anzi fortissimi, come quelli rappresentati dalla Curia Milanese, quale maggior azionista dell’Istituto della Sacra Famiglia? 

Enrico M.




Fonte: Usi-cit.org